Orizzontescuola politica scolastica – Valditara rivendica il ritorno allo studio del latino e della memoria: Lidentità culturale non è una parolaccia, un popolo senza radici non ha futuro

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha illustrato sabato al palco di Atreju, a Roma, la propria visione della riforma scolastica centrata sul recupero dell’identità culturale occidentale.

Il Ministro ha dichiarato che “vogliamo voltare pagina rispetto a 50 anni in cui l’identità è stata considerata una parolaccia e in cui la storia dell’Occidente è sempre stata qualcosa di cui vergognarci”. Valditara ha sostenuto che “i grandi valori di libertà e di democrazia sono nati in Europa, sono nati in Italia, sono nati nel Mediterraneo” e ha affermato che “un popolo senza identità è un popolo destinato a non avere futuro, un popolo senza radici è un popolo senza futuro”.

Il ritorno del latino alle medie e lo studio delle civiltà classiche

Il Ministro ha annunciato il ritorno del latino alle scuole medie, sostenendo che questa lingua “ti dà la cultura della logica” e “ti apre un patrimonio di valori straordinari”. Valditara ha criticato i programmi scolastici attuali affermando che “quando mi accorgo che a novembre, in quinta elementare, stanno ancora ai micenei, vuol dire che di Atene, di Roma, di Gerusalemme non gliene importava nulla”. Il Ministro ha specificato che conoscere la propria civiltà non significa “negare, disconoscere e non conoscere le altre civiltà, ma significa innanzitutto conoscere la nostra”. Valditara ha annunciato, poi, l’introduzione di “qualche passo della Bibbia alle elementari” con la motivazione che “come si fa a conoscere la nostra storia, la nostra cultura, le nostre letterature, musica, arte senza avere qualche rudimento di quello che è scritto nella Bibbia”. Il Ministro ha citato anche l’importanza dell’Eneide, dell’Iliade e dell’Odissea nel percorso formativo.

Memoria, grammatica e principio di autorità nella scuola

Valditara ha difeso il ritorno alle poesie a memoria, affermando che “mi hanno definito fascista perché avrei disposto il ritorno alle poesie a memoria” e spiegando che “le poesie regalano a chi le coltiva uno straordinario patrimonio di bellezza”. Il Ministro ha elencato altri interventi previsti dalla riforma: “lo studio della grammatica e della sintassi rafforzato, la calligrafia, la geografia“, precisando che “va benissimo parlare di ambiente, per carità, ma innanzitutto torniamo a riscoprire la geografia fisica e la geografia politica”. Valditara ha incluso “la musica, la storia della musica classica” tra le discipline da valorizzare e ha annunciato “la rivoluzione in matematica“. Il Ministro ha concluso rivendicando “il principio di responsabilità individuale” e “il principio di autorità che non c’entra nulla con l’autoritarismo”, sostenendo che “autorità non è fascismo, autorità è rispetto delle istituzioni” e che “una scuola che insegna che accanto ai diritti ci sono anche i doveri è una scuola che noi dobbiamo coltivare”.

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