Orizzontescuola politica scolastica – Entro due decenni i giovani lasceranno il lavoro non prima dei 70 anni e con assegni ridotti. Pacifico (Anief): Prospettiva assurda dopo essere entrati in ruolo a 50 anni

Il rapporto «Pensions at a Glance 2025» diffuso dall’Ocse colloca l’Italia tra i Paesi destinati ad avere l’età più alta di accesso alla pensione, fino a raggiungere o superare i 70 anni, insieme a Danimarca, Estonia, Paesi Bassi e Svezia.

L’organizzazione internazionale ha sottolineato che la Penisola rientra “tra i Paesi con il maggiore invecchiamento demografico previsto nei prossimi 25 anni”, con un incremento del rapporto tra popolazione anziana e cittadini in età lavorativa. Secondo il documento, il sistema previdenziale sarà sottoposto a una pressione crescente dovuta al calo degli occupati giovani e alla longevità media in aumento, con conseguente riduzione degli assegni e prospettive di uscita dal lavoro sempre più tardive.

Le critiche di Anief e il tema del burnout nel personale scolastico

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha definito “impossibile da accettare” la prospettiva delineata dall’Ocse, ritenendo che il prolungamento della vita lavorativa rappresenti un rischio elevato per i lavoratori della scuola. Secondo Pacifico, oltre i 60 anni molte figure del comparto educativo affrontano forme di burnout legate a stress cronico da lavoro e carichi amministrativi sempre più pesanti. Il sindacato sottolinea la contraddizione di uno Stato che consente l’immissione in ruolo anche a 50 anni, dopo anni di precariato e retribuzioni modeste, e che non prevede poi un percorso previdenziale sostenibile. La disparità con altri comparti pubblici, come le forze armate e di polizia che mantengono la pensione a 60 anni, viene indicata come ulteriore elemento di squilibrio da correggere.

La proposta di una Commissione d’inchiesta e di un Osservatorio permanente

Per affrontare il problema del burnout e riconoscerne la natura di rischio professionale, Anief ha avanzato una proposta di Commissione d’inchiesta ministeriale e di Osservatorio permanente nell’ambito del decreto-legge 159/2025 sulle misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La richiesta ha ottenuto il parere favorevole della VII Commissione del Senato, che ha riconosciuto la necessità di monitorare in modo sistematico l’esposizione a stress lavoro-correlato del personale scolastico. Il sindacato chiede che l’insegnamento e i profili Ata siano inclusi tra le mansioni usuranti, consentendo l’accesso pensionistico a circa 60 anni e l’introduzione di un’indennità specifica. Secondo Anief, tali riconoscimenti rappresenterebbero il primo passo per garantire sostenibilità e dignità alla fine della carriera lavorativa nel settore dell’istruzione.

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