Orizzontescuola politica scolastica – Rinnovo contratto scuola, Valditara rivendica: Dal 2009 al 2018 nessun contratto, noi abbiamo sbloccato tutto. Risorse già previste fino al 2030

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in un’intervista a Il Messaggero, ha ricordato il lungo periodo di blocco contrattuale che ha pesato sul personale scolastico.

“Dopo il 2009 e fino al 2018 non sono stati firmati nuovi contratti per il personale della scuola e in questo modo si sono persi potere d’acquisto e competitività degli stipendi”, ha dichiarato il ministro, sottolineando che il rinnovo avvenne solo “quando la Corte Costituzionale con una sentenza ha costretto nel 2018 a superare il blocco contrattuale”. In quell’occasione vennero riconosciuti aumenti medi di 90 euro per i docenti e di 63 euro per il personale ATA.

Valditara ha sottolineato che “nessun contratto è poi stato firmato dai governi successivi fino al nostro arrivo”, ribadendo la volontà dell’attuale esecutivo di potenziare le retribuzioni e “restituire prestigio e dignità al ruolo docente”.

Misure a tutela del personale scolastico

Il ministro ha ricordato le azioni di sostegno e sicurezza adottate per valorizzare e tutelare chi lavora nella scuola.

Tra le misure evidenziate figurano il ripristino del voto in condotta, la difesa legale garantita dall’Avvocatura dello Stato per i docenti vittime di aggressioni, l’arresto in flagranza o quasi flagranza per i genitori che si rendono protagonisti di violenze, l’inasprimento delle sanzioni civili e penali per chi offende o aggredisce il personale scolastico e il divieto dell’uso del cellulare durante le lezioni.

“Tutte iniziative – ha affermato Valditara – che vanno nella stessa direzione: ridare centralità alla scuola e a chi vi lavora”, evidenziando la coerenza degli interventi nell’ottica di una riforma culturale e professionale della funzione docente.

Diritto allo studio e contrasto alle occupazioni

A proposito del fenomeno delle occupazioni scolastiche e degli episodi di violenza, Valditara ha ribadito una posizione di fermezza: “Le violenze, di qualsiasi natura esse siano, le abbiamo sempre condannate e stigmatizzate. Nelle scuole non c’è spazio per la violenza né per alcuna forma di bullismo. E chi sbaglia paga.” Il ministro ha tuttavia collegato il tema anche alla tutela del diritto allo studio, ricordando che “le occupazioni sono innanzitutto contro gli studenti e violano il principio costituzionale del diritto allo studio”.

Secondo Valditara, anche se i casi sono limitati, la perdita di lezioni dovuta a tali azioni “compromette la qualità della formazione e può mettere a rischio l’anno scolastico”.

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