
Elisabetta Piccolotti, componente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, ha presentato nel corso della conferenza stampa la proposta di legge di iniziativa popolare “Non più di 20 per classe”, evidenziando la necessità di contenere il numero di studenti per promuovere la qualità della didattica e l’inclusione.
“È una legge che serve ai piccoli territori perché evita la chiusura delle scuole nelle aree soggette a spopolamento e serve alle grandi città che vedono classi sovraffollate”, ha dichiarato Piccolotti. La deputata ha inoltre respinto le critiche del Ministro Valditara, precisando: “Contestiamo con forza le parole di Valditara che, citando alcuni dati INVALSI aggregati con stupefacente superficialità, ha detto che diminuire il numero di studenti per classe peggiorerebbe i loro risultati”.
Richiamando la letteratura internazionale, Piccolotti ha aggiunto: “In Francia, l’Istituto per le Politiche Pubbliche ha affermato che il numero degli studenti per classe influisce sui risultati d’apprendimento e persino sui futuri stipendi degli studenti”. La proposta prevede come soglia massima 20 studenti per classe, con riduzioni a 18 o 15 alunni in presenza di studenti con disabilità, e l’assegnazione di un dirigente scolastico ogni 400 alunni.
Pratelli: didattica e benessere in primo piano contro dispersione e fragilità
Claudia Pratelli, Assessora alla Scuola di Roma Capitale, si è soffermata sull’impatto della dimensione classe su apprendimento e benessere: “La scuola ha il dovere di combattere dispersione scolastica e povertà educativa. Per fare qualità pedagogica e per sperimentare qualità c’è bisogno di numeri più piccoli nella classe”. Pratelli ha sottolineato la centralità del benessere psicologico, dichiarando: “Il benessere psicologico di ragazzi e ragazze, bambini e bambine è un tratto che viene affrontato meritoriamente da questa proposta di legge”.
L’assessora ha rimarcato la necessità di affrontare le fragilità con strumenti pedagogici e non clinici: “Se non vogliamo medicalizzare le condizioni di sofferenza e fragilità dobbiamo affrontarle didatticamente. In classi da 33, con ragazzi con disabilità e con molti ragazzi con difficoltà linguistiche, come succede nella città di Roma, non è possibile intervenire con gli strumenti che offre la didattica”.
Azione legislativa e confronto politico-istituzionale
La proposta di legge, sostenuta da AVS tramite raccolta firme, interviene sulla composizione delle classi e sugli organici scolastici per rafforzare l’inclusione, migliorare la vigilanza e personalizzare la didattica.
Il testo, che stabilisce anche specifiche soglie per dirigenti scolastici e personale ATA, si pone come risposta al rischio di abbandono e dispersione.
“Rispediamo al mittente il tentativo del ministro Valditara di screditare la nostra proposta: il suo unico fine è tagliare risorse alla scuola pubblica”, ha concluso Piccolotti, mentre Pratelli ha consolidato la posizione degli enti locali a favore di classi meno numerose come leva di contrasto alle criticità educative e sociali.
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Riduzione a 20 studenti per classe: la proposta Alleanza Verdi-Sinistra tra inclusione, qualità didattica e riscontro scientifico
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