
Un manifesto affisso in un liceo di Pordenone ha innescato un caso nazionale. Il materiale, successivamente rimosso, conteneva un codice QR che rimandava a un questionario online promosso da Azione Studentesca.
Le domande poste nel form riguardavano la presenza di “professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni” e invitavano a “descrivere uno dei casi più eclatanti”. La stessa iniziativa sarebbe stata riproposta in diverse città italiane.
Le opposizioni parlamentari hanno reagito con durezza. Pd e Avs hanno annunciato un’interrogazione parlamentare che accusa il movimento studentesco vicino a Fratelli d’Italia di voler stilare “liste di proscrizione”.
Le giustificazioni del movimento e la posizione del Ministero
Azione Studentesca ha respinto ogni accusa. Il movimento ha precisato che “nel form si chiede non di riportare i nomi dei professori di sinistra, ma eventuali atti di propaganda ai quali si è assistito a scuola“. La nota sottolinea la necessità di non confondere “la libertà di insegnare con la libertà di indottrinare“. Il presidente Riccardo Ponzio ha dichiarato: “Chi vuole vedere del marcio all’interno di un sondaggio che chiede agli studenti lo stato dell’istruzione in cui si trovano a crescere è in totale malafede“.
Il sottosegretario all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti ha comunicato che il Ministero ha avviato accertamenti. Secondo le prime verifiche, si tratterebbe di “un’iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo“. Frassinetti ha precisato che “non si tratterebbe dunque di una schedatura o di liste di proscrizione, stante l’anonimato” e ha aggiunto che iniziative simili sarebbero già emerse in passato “riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse”.
Risponde l’opposizione “Cosa aspetta Fratelli d’Italia a prendere le distanze da Azione Studentesca? Quando parlerà Arianna Meloni? O dobbiamo pensare che il partito sia d’accordo con la schedatura?”. Così gli esponenti M5S in commissione Cultura.
Interviene anche Alleanza Verdi Sinistra: “Necessario che il Ministro Valditara spieghi a questa organizzazione che non accetterà alcuna segnalazione di provenienza politica sugli insegnanti e che la scuola pubblica è per sua natura pluralista: ci sono insegnanti di destra, di sinistra, di centro, credenti, atei e chi più ne ha più ne metta ed è anche questa sua caratteristica che la rende il più importante motore di conoscenza e di emancipazione del Paese”.
Il Partito Democratico, con il segretario Elly Schlein, osserva: “Le liste di proscrizione degli insegnanti di sinistra? Non si adattano bene ad una democrazia liberale come la nostra, ma soltanto ai regimi. Mi pare che l’iniziativa sia di un gruppo studentesco vicino a Fratelli d’Italia e chiedo alla presidente Meloni di fare ritirare questa iniziativa”.
La risposta di Fratelli d’Italia tramite il responsabile dell’organizzazione, Giovanni Donzelli: “Leggo polemiche incredibili perché i rappresentanti degli studenti chiedono ai professori di essere corretti in classe, chiedono ai propri coetanei se ci sono professori che non sono corretti. E qui c’è invece tutta la sinistra, tutto l’arco della sinistra parlamentare, che chiede, invece, di censurare i ragazzini. Ecco, mi auguro che nella loro libertà i studenti non si facciano tappare la bocca dal Pd e dalle sinistre, ma abbiano tutta la libertà di protestare quando vogliono protestare”.
La condanna netta di ANP e Cgil
L’Associazione nazionale presidi ha espresso una condanna senza appello. Il presidente Antonello Giannelli ha definito l’iniziativa “inaccettabile, lesiva dei principi fondamentali della democrazia e della libertà di pensiero sanciti dalla nostra Costituzione”. La posizione dei dirigenti scolastici sottolinea come qualsiasi tentativo di schedatura dei docenti basato su orientamenti politici o culturali contrasti con “le più basilari logiche comportamentali che dovrebbero caratterizzare qualsiasi Paese moderno”.
Interviene la Flc Cgil. In una lettera, Gianna Fracassi, segretaria generale, chiede a Valditara di “denunciare e contrastare con fermezza il clima di sospetto e intimidazione generato da tale iniziativa e di adottare ogni provvedimento necessario a tutela della libertà di insegnamento e della dignità del personale. Riteniamo imprescindibile – si legge – che il ministero dell’Istruzione e del Merito ribadisca il proprio ruolo di garante dei valori costituzionali, della libertà di opinione e dei principi antifascisti su cui si fonda la Repubblica”.
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Questionario su prof di sinistra, il Ministero avvia accertamenti. Frassinetti: Verifica dei fatti. Sarebbe iniziativa autonoma, non liste di proscrizione
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