Orizzontescuola politica scolastica – Salvini: No a schifezze gender e cose di quel genere. E sulle occupazioni: Chi rompe paga

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini rilancia dal palco di Bari la battaglia contro le presunte “ideologie gender” nelle aule scolastiche, rivendicando l’operato del governo sul fronte dell’istruzione.

Durante il comizio a sostegno del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia, Luigi Lobuono, Salvini ha espresso soddisfazione per i risultati conseguiti dal ministro Giuseppe Valditara, sottolineando il rinnovo di due contratti per il personale docente e scolastico.

Il modello di scuola secondo Salvini

Il vice premier ha delineato la propria visione educativa rivendicando la necessità di “scuole libere da ideologie“. Secondo Salvini, gli insegnanti dovrebbero concentrarsi su valori fondamentali quali il rispetto, la buona educazione, i doveri, la Costituzione e il rispetto delle regole, evitando di introdurre in classe ciò che ha definito “ideologie gender o schifezze di quel genere”. Una posizione che si inserisce in un dibattito consolidato nel panorama politico italiano sulle tematiche LGBTQ+ e sull’educazione all’affettività nei contesti scolastici.

La questione dell’educazione sessuale nelle scuole è stata affrontata da Salvini anche in altre occasioni nel corso del 2025. A marzo, durante la presentazione di un volume sul tema del gender alla Camera dei Deputati, il vicepremier aveva espresso apertura all’introduzione di percorsi di educazione alla sessualità per studenti delle scuole superiori dai 14 anni in su, a condizione che venissero proposti “senza ideologia alla Zan”. In quell’occasione Salvini aveva anche sostenuto l’incremento delle sanzioni per chi aggredisce o discrimina in base all’orientamento sessuale, ribadendo tuttavia la contrarietà all’uso di forme linguistiche considerate neutre come asterischi o schwa.

Dal palco barese, il leader leghista ha riservato critiche anche agli studenti che rifiutano di sostenere l’esame di maturità contestando il sistema di valutazione, a chi manca di rispetto verso docenti e compagni, e soprattutto a coloro che durante occupazioni e autogestioni provocano danneggiamenti al materiale scolastico. La risposta proposta è categorica: “Chi rompe paga“. Salvini ha aggiunto che dovrebbero essere “le mamme e i papà di quegli imbecilli che prendono la scuola per un centro sociale” a risarcire i danni provocati.

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