Orizzontescuola politica scolastica – Educazione sessuo-affettiva a scuola, Valditara: Il provvedimento ridà alle famiglie il potere di valutare con correttezza determinati percorsi ed evita lindottrinamento dei bimbi

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha ribadito, durante una visita a Caivano, il sostegno dell’Esecutivo al disegno di legge sulla sessualità che introduce l’obbligo del consenso scritto dei genitori per ogni attività scolastica legata ai temi di educazione sessuale, affettiva o empatica, dal nido fino alle scuole superiori.

Secondo il ministro, il provvedimento “ridà alle famiglie il potere di valutare con correttezza determinati percorsi ed evita ogni strumentalizzazione e l’indottrinamento dei bimbi”. Il ddl, di iniziativa governativa, stabilisce che tali percorsi siano vietati all’asilo e alle scuole primarie, mentre nella scuola secondaria di primo e secondo grado siano consentiti solo previo consenso informato dei genitori.

Il dibattito politico e le modifiche della Lega

Il confronto politico sul testo rimane acceso. Dopo il divieto introdotto in ottobre dall’emendamento approvato in Commissione Cultura, la Lega ha presentato un nuovo correttivo volto a consentire le attività di educazione affettiva nelle scuole medie, purché con consenso dei genitori. Il relatore del provvedimento, il deputato Rossano Sasso, ha chiarito che il disegno di legge “non vieta l’educazione sessuale, ma impedisce distorsioni ideologiche e l’ingresso nelle scuole di soggetti privi di competenze pedagogiche”.

Dure le critiche dal Partito Democratico, che tramite l’eurodeputato Alessandro Zan ha definito “incomprensibile” subordinare l’educazione affettiva al consenso familiare, ricordando che nella maggior parte dei Paesi europei l’insegnamento è obbligatorio. La deputata Irene Manzi ha aggiunto che la scuola “non può tacere su tutto ciò che riguarda la crescita emotiva e relazionale degli adolescenti”.

La scuola come presidio educativo

Parallelamente al dibattito parlamentare, un’indagine del Ministero dell’Istruzione e del Merito, svolta tra il 15 e il 29 maggio scorso su 2.322 scuole statali, ha confermato l’impegno degli istituti sui temi della parità di genere e della prevenzione della violenza contro le donne. Secondo i dati ministeriali, “quasi il 97%” degli istituti ha realizzato attività di sensibilizzazione e percorsi educativi sulle relazioni e sul rispetto reciproco, in linea con le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica. Le iniziative si sono svolte per lo più durante l’orario di lezione (87,4%), ma anche in forma extracurricolare, con laboratori, seminari e campagne di sensibilizzazione. L’indagine rileva inoltre un miglioramento nei comportamenti relazionali nel 68,5% delle scuole, a conferma del ruolo centrale dell’istituzione scolastica come luogo di formazione civile, affettiva e sociale delle nuove generazioni.

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