Orizzontescuola politica scolastica – Autonomia differenziata, il Ministro Calderoli respinge le critiche e illustra il percorso

Roberto Calderoli, Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ha chiarito la procedura per la definizione dei LEP e dei relativi costi standard, nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

Ribadendo che “la definizione dei livelli essenziali dei costi e fabbisogni standard è il punto più alto della politica”, ha sottolineato che questa avverrà “attraverso un atto di rango primario, ancorché una delega con successivo decreto legislativo, non attraverso organismi tecnici”.

Il Ministro ha respinto le critiche riguardanti il ruolo del Comitato interministeriale per i LEP (CLEP) e del suo sottogruppo di 12 esperti, definendo “privo di fondamento” il polverone sollevato. Calderoli ha spiegato che la riunione del CLEP del 25 settembre non era finalizzata all’approvazione di un documento prodotto dai 12 esperti, bensì “all’illustrazione e condivisione di una procedura per la classificazione delle ipotesi LEP”. Questo lavoro, ha precisato, serve a supportare la Commissione tecnica per i fabbisogni standard (CTFS) e la Cabina di regia LEP, “per garantire l’equilibrio tra fabbisogni standard e reali disponibilità finanziarie”.

Calderoli ha difeso il criterio dei fabbisogni standard, sottolineando che permette di superare il criterio della spesa storica, “non in linea con la tutela effettiva e uniforme dei diritti civili e sociali”. Il Ministro ha aggiunto che l’adozione di questo criterio può portare a un “potenziamento dei servizi” in aree come isole minori, montagne e aree marginali, laddove il fabbisogno standardizzato sia superiore alla spesa storica. “E’ proprio per quello che si parla di fabbisogno standard e non certo per aiutare qualcuno a vantaggio di altri”, ha chiarito.

Il Ministro ha poi ribadito che “allo stato non è ancora avvenuta [la stima dei fabbisogni e dei costi standard] perché non è stato definito un livello essenziale e minimo delle prestazioni da garantire”. Pertanto, parlare di “pregiudizio ai diritti costituzionali rimane una asserzione del tutto priva di fondamento”. Al contrario, “il metodo di calcolo sotteso ai fabbisogni standard è diretto a considerare l’effettiva necessità finanziaria di un ente e a garantire un adeguato livello dei servizi”.

Infine, Calderoli ha riassunto il ruolo del CLEP, che “svolge un ruolo istruttorio, sottopone delle ipotesi al CTFS che insieme a Istat e Sose… formuleranno delle ipotesi”. Ma la decisione finale, ha concluso, spetta alla politica.

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