Orizzontescuola politica scolastica – Castellana (Gilda): Le aggressioni a scuola come unepidemia, preveniamo con laiuto delle Istituzioni

“È un’epidemia di aggressioni quelle che si ripetono, ormai all’ordine del giorno, nelle scuole, come in altri luoghi di aggregazione”. Questo il commento del coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana, dopo i recenti fatti di cronaca.

“Non basta invocare pene più severe, c’è un problema più serio che va affrontato, ovvero il venir meno delle tradizionali agenzie educative quali la famiglia e gli oratori – commenta Castellana – la violenza si previene con la cultura dell’ascolto e dell’insegnamento”.

È in questo contesto che si inserisce la scuola, che, con il prezioso supporto delle Istituzioni, attraverso professionisti quali psicologi ed educatori, e con maggiori risorse economiche, deve prevedere l’implementazione di strategie e metodologie che contribuiscano al miglioramento delle relazioni tra pari e con gli adulti.

“La scuola deve diventare un luogo di confronto, di dialogo e di crescita, dove si promuovono valori come il rispetto, la tolleranza e l’empatia”, sottolinea Castellana. “È necessario investire in programmi di educazione alla cittadinanza e alla legalità, ma anche in attività di supporto psicologico per gli studenti e per il personale scolastico”.

Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti conclude il suo intervento con un appello alle Istituzioni: “Dobbiamo lavorare insieme per costruire una società più giusta e solidale, dove la violenza non ha spazio. La scuola, con il

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Orizzontescuola politica scolastica – Cuzzupi (Ugl Scuola): Basta con situazioni che vedono vittime e carnefici i giovani. Ora è il momento di agire e in fretta

Orizzontescuola politica scolastica – Cuzzupi (Ugl Scuola): Basta con situazioni che vedono vittime e carnefici i giovani. Ora è il momento di agire e in fretta

Cresce l’allarme per gli episodi di violenza che vedono coinvolti i giovani, dentro e fuori le mura scolastiche.

“Non basta indignarsi, è il momento di intervenire con azioni strutturali”, dichiara Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale dell’UGL Scuola. La scuola, primo argine contro la degenerazione giovanile, deve essere supportata da interventi mirati per contrastare sul nascere comportamenti violenti e discriminatori. “Occorre investire in una più forte sinergia tra scuola e famiglie, offrendo un sostegno concreto e strumenti per contrastare modelli negativi”, prosegue Cuzzupi. Non si tratta solo del problema dei social, ma di estirpare pseudo-valori che esaltano la prepotenza e la malavita, promuovendo invece il rispetto, l’educazione e il dialogo come fondamenti per la crescita dei giovani.

Per far fronte a questa emergenza, l’UGL Scuola ha avanzato una proposta concreta al Ministero dell’Istruzione e del Merito: l’istituzione di un Osservatorio Nazionale contro la violenza e le discriminazioni in ambito scolastico.

L’organismo, composto da docenti, studenti e famiglie, avrebbe il compito di identificare, prevenire e contrastare i fenomeni di violenza e discriminazione nelle scuole. “L’obiettivo è lanciare un messaggio chiaro ai ragazzi: la violenza è vigliaccheria, il futuro si costruisce tendendo la mano al prossimo”, conclude Cuzzupi. L’Osservatorio opererebbe a livello nazionale e regionale, coordinato dai dirigenti scolastici, per garantire un intervento capillare e tempestivo.

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Orizzontescuola politica scolastica – Mobilità 2025-2028, mercoledì e giovedì riunioni al Ministero. I sindacati vogliono leliminazione del vincolo triennale

Mercoledì 6 e giovedì 7 novembre, due nuovi round del negoziato riguardante il rinnovo del contratto di mobilità per il triennio 2025-2028. Come è noto, ci sono due tavoli distinti di trattative: uno riguarda gli insegnanti, l’altro il personale ATA. 

L’obiettivo è giungere alla definizione di un nuovo CCNI che disciplini gli spostamenti del personale per i prossimi tre anni scolastici. Per quanto riguarda i docenti, i sindacati vogliono l’eliminazione del vincolo triennale per i neoassunti, ma su questo punto la trattativa pare in salita. Allo stato attuale si lavora anche sulla questione delle deroghe al vincolo consentendo a determinate categorie di docenti di presentare domanda di mobilità anticipatamente.

Tra queste, figurano i docenti con figli minori di 12 anni, coloro che assistono familiari con disabilità ai sensi della legge 104/92 e coloro che fruiscono del congedo straordinario per assistere un parente. Resta da definire, nel corso delle prossime trattative, l’eventuale introduzione di nuove deroghe o la revisione di quelle esistenti. Si lavora anche sule regole per la mobilità legata agli effetti del dimensionamento.

Sul fronte del personale ATA, invece, il dibattito si concentra sulle precedenze e sul dimensionamento del personale, oltre all’adeguamento del CCNI ai nuovi profili professionali introdotti dal CCNL 2019-2021.

L’obiettivo del Ministero è quello di chiudere il contratto entro fine novembre. Le domande di

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Orizzontescuola politica scolastica – Sciopero scuola 31 ottobre, la Flc Cgil in piazza: Rivendichiamo un contratto giusto e un lavoro stabile

Orizzontescuola politica scolastica – Sciopero scuola 31 ottobre, la Flc Cgil in piazza: Rivendichiamo un contratto giusto e un lavoro stabile

Il 31 ottobre 2024, il personale scolastico, universitario e della ricerca ha incrociato le braccia per 24 ore, aderendo allo sciopero generale indetto dalla Flc Cgil.

Le principali motivazioni della protesta sono la richiesta di un rinnovo contrattuale adeguato all’inflazione e la stabilizzazione del precariato, che affligge un lavoratore su quattro. La Flc Cgil contesta inoltre le riforme del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, considerate regressive e autoritarie.

La mobilitazione, che ha coinvolto docenti e personale ATA, ha interessato 40 città italiane con manifestazioni, presìdi e flash mob. “Rivendichiamo un contratto giusto e un lavoro stabile”, dichiara la Flc Cgil, sottolineando come la legge di bilancio non preveda risorse sufficienti per i rinnovi contrattuali 2022-2024, né affronti la perdita del potere d’acquisto dei salari. “Il precariato – prosegue il sindacato – danneggia non solo i lavoratori, ma anche la didattica e gli studenti”.

Oltre alle questioni economiche, lo sciopero è stato indetto per ribadire “un’idea di scuola democratica”, in contrapposizione alle riforme del ministro Valditara. La Flc Cgil critica in particolare la “filiera tecnologico-professionale”, il “liceo made in Italy”, i nuovi strumenti di valutazione, la revisione delle indicazioni nazionali per l’educazione civica e l’istituzione di classi “differenziali” per alunni non italofoni. “Il Governo e il Ministero non hanno ascoltato le nostre ragioni”, conclude la Flc Cgil, annunciando un’ulteriore

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Orizzontescuola politica scolastica – Manovra 2025, DAprile (Uil Scuola): Il disegno di legge coglie il segno ma non centra tutti gli obiettivi. Preoccupano i tagli agli organici

La bozza della Legge di Bilancio 2025, secondo il Segretario generale della Uil Scuola Rua, Giuseppe D’Aprile, presenta un quadro contraddittorio per la scuola italiana. “La manovra coglie il segno ma non centra tutti gli obiettivi”, ha affermato D’Aprile, sottolineando la necessità di maggiori investimenti nel settore.

Un aspetto positivo, secondo il sindacalista, è rappresentato dal piano di stabilizzazione dei docenti di sostegno, che finalmente risponde alle richieste della Uil Scuola Rua, avanzate ormai da due anni. L’investimento di 75 milioni di euro, a copertura del differenziale tra il costo dei docenti precari e quello dell’assunzione a tempo indeterminato, rappresenta un passo avanti significativo.

Tuttavia, preoccupazioni significative permangono. D’Aprile critica duramente i tagli al personale, giudicandoli inaccettabili: “Non possiamo più permetterceli”. Inoltre, il sindacato ritiene insufficienti le risorse destinate agli aumenti contrattuali, chiedendo una detassazione degli stessi per recuperare il potere d’acquisto perduto.

La Uil Scuola Rua propone l’esclusione della scuola dai vincoli di bilancio, con l’istituzione di capitoli di spesa specifici per gli aumenti retributivi, al fine di colmare il divario salariale.

Infine, la riduzione dell’organico dei docenti e del personale ATA desta forte preoccupazione, considerata la già critica situazione di sovraffollamento delle classi e l’insufficienza di personale ATA, con conseguenti ripercussioni sulla sicurezza e sulla qualità dell’istruzione. Il sindacato si impegnerà in Parlamento per migliorare la bozza

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Orizzontescuola politica scolastica – Rinnovo contratto mobilità 2025-28, nuovo incontro al Ministero: focus su legge 104 e precedenze. Si punta alla semplificazione del testo contrattuale

Si è svolto oggi, 15 ottobre, il secondo incontro per il rinnovo del contratto integrativo sulla mobilità del personale docente e ATA per il triennio 2025/26 – 2027/28.

L’Amministrazione e i sindacati hanno avviato la discussione affrontando alcuni punti comuni a tutte le categorie di personale, concentrandosi in particolare sul sistema delle precedenze, con particolare attenzione a quelle previste dalla legge 104/92 (punti III e IV dell’art. 13 del CCNI sulla mobilità).

Come segnala la Cisl Scuola, le parti hanno condiviso l’obiettivo di semplificare il testo contrattuale, sia per renderlo più chiaro e accessibile, sia per prevenire i frequenti contenziosi che si verificano annualmente, spesso con esito negativo per l’Amministrazione.

L’obiettivo è aggiornare il contratto alla luce delle novità legislative e contrattuali intervenute negli ultimi anni. Come invece segnala la Flc Cgil, la riunione ha visto le parti concordare di iniziare l’analisi dalle disposizioni comuni a docenti e ATA, per poi proseguire con sezioni dedicate a ciascuna categoria

Sulla base degli elementi in discussione, l’amministrazione formulerà una bozza di articolato da rendere definitivo al prossimo incontro.

Il tavolo negoziale è stato aggiornato a mercoledì 23 ottobre, data in cui proseguirà la discussione sugli altri aspetti del contratto integrativo.

Come reso noto la scorsa settimana, l’obiettivo è di concludere le procedure di rinnovo del CCNI entro dicembre,

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Orizzontescuola politica scolastica – Mobilità docenti, CCNI 2025-28, Gilda degli Insegnanti chiede leliminazione di tutti i vincoli

Si è aperto il confronto tra il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali per il rinnovo del CCNI sulla mobilità del personale scolastico per il triennio 2025-28. L’incontro, presieduto da Carmela Palumbo, Capo dipartimento del Ministero, ha segnato l’avvio ufficiale dei lavori.

L’amministrazione, come comunicato da Carmela Palumbo, intende procedere con la stesura del nuovo testo contrattuale attraverso commissioni di lavoro, con l’obiettivo di concludere i lavori entro la fine di novembre. La tempistica, auspicata dal Ministero, permetterebbe di anticipare le procedure per l’avvio dell’anno scolastico successivo.

La federazione Gilda-Unams, presente al tavolo negoziale, ha espresso la propria posizione in una nota ufficiale. Pur condividendo le modalità di lavoro proposte, il sindacato ha manifestato la propria “contrarietà ai vincoli, richiedendo la loro completa eliminazione dal contratto”. Un punto fermo, dunque, per Gilda-Unams, che ritiene i vincoli un ostacolo alla piena mobilità del personale.

Tra le proposte avanzate da Gilda-Unams, anche la revisione della tabella di valutazione dei titoli, con l’obiettivo di unificare quella della mobilità volontaria con quella della mobilità d’ufficio. Una semplificazione che, secondo il sindacato, renderebbe il sistema più equo e trasparente. Infine, Gilda-Unams ha auspicato una semplificazione generale del testo contrattuale, “per renderlo maggiormente fruibile a tutti”. Un’esigenza di chiarezza e accessibilità che, se accolta, faciliterebbe la comprensione e l’applicazione delle norme contrattuali da parte di tutto

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Orizzontescuola politica scolastica – CCNL Scuola 2022-2024, il Ministro Valditara punta alla chiusura in tempi brevi

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, punta a chiudere in tempi brevi le trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto Scuola per il triennio 2022-2024.

Lo ha ribadito in un’intervista al Sole 24 Ore lo scorso agosto, confermando l’impegno del Governo per il miglioramento delle condizioni economiche del personale scolastico.

Come ricorda il dirigente scolastico Mario Tedesco, l’obiettivo appare realistico, grazie ai tre miliardi di euro stanziati dalla Legge di Bilancio 2024 per il rinnovo contrattuale. A conclusione dell’accordo, il personale scolastico beneficerà di un aumento medio mensile di 160 euro, che si sommerà ai 124 euro già ottenuti con il precedente CCNL 2019-2021, la cui sottoscrizione fu significativamente accelerata proprio dall’intervento di Valditara.

Raggiungere due accordi contrattuali in un lasso di tempo così breve rappresenta un evento raro nella storia recente della scuola. L’aumento complessivo degli stipendi avrà un impatto tangibile, considerato l’aumento del costo della vita. All’indennità di vacanza contrattuale, attualmente pari al 5,8%, si aggiunge la riduzione del cuneo fiscale del 6% prevista dalla Legge di Bilancio 2024, a fronte di un’inflazione certificata dall’ISTAT all’11,5% per il triennio di riferimento.

Spesso si fanno confronti tra gli stipendi dei docenti italiani e quelli dei colleghi europei, senza però considerare adeguatamente le differenze di contesto (costo della vita, numero

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Orizzontescuola politica scolastica – La denuncia di DAprile (UIL Scuola RUA): Migliaia di alunni disabili senza docenti di sostegno

La scuola italiana si trova ad affrontare una grave carenza di docenti di sostegno, con conseguenze pesanti per migliaia di alunni con disabilità.

A denunciare la situazione è Giuseppe D’Aprile, segretario generale UIL Scuola RUA, in un’intervista a LaPresse. “Ampio il divario tra il numero di docenti di sostegno e quello degli alunni con disabilità”, afferma D’Aprile. Il problema è particolarmente evidente nella scuola primaria, dove si concentra il maggior numero di alunni disabili (oltre 123.000), a fronte di una carenza di migliaia di docenti specializzati.

La criticità, secondo D’Aprile, è ulteriormente aggravata dalla quantità di posti assegnati in deroga, necessari per coprire l’organico aggiuntivo, ma non rappresentano una soluzione stabile. Un dato allarmante riguarda l’aumento complessivo dei supplenti, triplicato dall’anno scolastico 2015/16 al 2024/25. “E ancora peggio se si pensa che un supplente su 3 non è specializzato”, aggiunge D’Aprile.

Infine, il segretario UIL Scuola RUA punta il dito contro lo “squilibrio dell’offerta formativa del TFA sostegno”. “Si assegnano molti più posti alle università del Sud rispetto a quelle del Nord, quando il totale dei posti vacanti sul sostegno sono maggiori al nord rispetto alle regioni del Sud, senza, quindi, tenere conto delle reali esigenze territoriali di docenti specializzati sul sostegno”, conclude D’Aprile. Una situazione che richiede interventi urgenti per garantire il diritto all’istruzione e all’inclusione

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Orizzontescuola politica scolastica – Autonomia differenziata, il Ministro Calderoli respinge le critiche e illustra il percorso

Roberto Calderoli, Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ha chiarito la procedura per la definizione dei LEP e dei relativi costi standard, nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

Ribadendo che “la definizione dei livelli essenziali dei costi e fabbisogni standard è il punto più alto della politica”, ha sottolineato che questa avverrà “attraverso un atto di rango primario, ancorché una delega con successivo decreto legislativo, non attraverso organismi tecnici”.

Il Ministro ha respinto le critiche riguardanti il ruolo del Comitato interministeriale per i LEP (CLEP) e del suo sottogruppo di 12 esperti, definendo “privo di fondamento” il polverone sollevato. Calderoli ha spiegato che la riunione del CLEP del 25 settembre non era finalizzata all’approvazione di un documento prodotto dai 12 esperti, bensì “all’illustrazione e condivisione di una procedura per la classificazione delle ipotesi LEP”. Questo lavoro, ha precisato, serve a supportare la Commissione tecnica per i fabbisogni standard (CTFS) e la Cabina di regia LEP, “per garantire l’equilibrio tra fabbisogni standard e reali disponibilità finanziarie”.

Calderoli ha difeso il criterio dei fabbisogni standard, sottolineando che permette di superare il criterio della spesa storica, “non in linea con la tutela effettiva e uniforme dei diritti civili e sociali”. Il Ministro ha aggiunto che l’adozione di questo criterio può portare a un “potenziamento dei

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