Orizzontescuola politica scolastica – Riforma istituti tecnici, via al gruppo lavoro: dalladeguamento dei curricoli, allallineamento con lindustria 4.0. Più competenze linguistiche e STEM, più rapporto con il tessuto economico. I punti

La riforma degli istituti tecnici entra in una nuova fase operativa. Con un decreto firmato il 6 novembre 2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato un gruppo di lavoro con il compito di predisporre i provvedimenti attuativi previsti dall’art. 26-bis del decreto-legge 144/2022, così come modificato nel corso del 2025.

Si tratta di un passaggio rilevante, che si inserisce nella cornice delle trasformazioni previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Al centro, l’idea di costruire una filiera tecnologico-professionale capace di rispondere alle esigenze del sistema produttivo e di rafforzare il legame tra scuola e mondo del lavoro.

Com’è composto il gruppo

Il lavoro sarà coordinato da Ettore Acerra, Direttore Generale della Direzione per l’istruzione tecnica e professionale e la formazione tecnica superiore. Il coordinamento centrale è affiancato da figure con lunga esperienza nei settori dell’istruzione tecnica e della formazione professionale: dirigenti scolastici, ispettori tecnici, esperti VET, funzionari amministrativi.

A completare la struttura ci sono:

  • quindici coordinatori responsabili dei singoli indirizzi, tra cui meccanica, elettronica, chimica, agraria, informatica, moda, trasporti, logistica, turismo;
  • un gruppo tecnico-amministrativo di supporto.

Come lavoreranno

Tutti gli incontri si terranno in modalità telematica. Nessun compenso o rimborso è previsto per i partecipanti, a conferma del carattere collaborativo dell’iniziativa. I gruppi di indirizzo potranno, se necessario, coinvolgere altre professionalità per attività specifiche.

La durata dei lavori non è definita in termini temporali, ma legata al raggiungimento degli obiettivi fissati dal decreto.

Gli assi portanti della riforma

La riforma degli istituti tecnici, prevista dal PNRR (Riforma 1.1), mira a rivedere in profondità assetti, curricula e metodologie didattiche. Questi i principali ambiti di intervento:

1. Revisione dell’ordinamento

  • Adeguamento costante dei curricoli alle esigenze del settore produttivo;
  • Allineamento con le innovazioni dell’industria 4.0 e con la transizione digitale ed ecologica;
  • Valorizzazione dell’autonomia scolastica e flessibilità dell’offerta formativa.

2. Aggiornamento dei profili in uscita

  • Rafforzamento delle competenze generali: linguistiche, matematiche, scientifiche, storiche, giuridiche, economiche;
  • Integrazione delle competenze tecnico-professionali legate al made in Italy, all’innovazione e alla sostenibilità;
  • Connessione più solida tra scuola e tessuto economico-sociale locale.

3. Metodologie e strumenti

  • Didattica per competenze e progettazione interdisciplinare;
  • Utilizzo di unità di apprendimento e ambienti laboratoriali condivisi;
  • Collaborazione tra scuole, ITS, università e imprese;
  • Apertura alla dimensione europea attraverso l’internazionalizzazione;
  • Attivazione di Patti educativi 4.0 per rafforzare il legame tra formazione e territorio.

Elementi strutturali già stabiliti

Sono già stati definiti:

  • il Profilo Educativo, Culturale e Professionale dello studente (PECuP);
  • la nuova architettura del curricolo con quadro orario generale articolato per aree;
  • la definizione dei risultati di apprendimento per ciascun indirizzo e articolazione.

Il nuovo modello orario

Il percorso si articola in tre aree:

  • Area di istruzione generale nazionale con focus su cultura di base e interazione tra saperi umanistici e tecnico-scientifici;
  • Area di indirizzo flessibile, con una quota di ore riservate alle scuole per personalizzare l’offerta;
  • Area territoriale, opzionale, per rispondere ai fabbisogni specifici delle realtà locali.

Prevista inoltre:

  • introduzione anticipata del PCTO (ex alternanza scuola-lavoro);
  • fino al 30% del monte ore per tirocini, stage, orientamento e attività in azienda, in raccordo con gli ITS Academy.

Scarica il Decreto

I punti della riforma

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