Una integrazione riuscita, dopo pericoli e privazioni. Rimasto senza familiari, il giovane 34enne vive a Merano dove lavora nella comunità socio-pedagogica che lo ha accolto vent’anni fa. “Un miracolo che fosse rimasto sano dentro. Alidad è stato un dono per far aprire gli occhi sul mondo dei rifugiati”, dice Gina Abbate, l’insegnante che lo aiutò a scrivere il libro “Via dalla pazza guerra”, regalato anche al Papa. Il sogno è aiutare il suo Paese a tutelare i diritti di donne e bambini
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Alidad Shiri, dall’Afghanistan all’Alto Adige: grazie a chi mi ha salvato
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