
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha presentato i risultati della quinta indagine flash realizzata in collaborazione con SWG sul tema del consenso informato nelle scuole.
Il campione intervistato ha risposto a quesiti relativi al disegno di legge approvato dalla Camera il 2 dicembre 2025 con 151 voti favorevoli e 113 contrari. L’indagine ha rilevato che il 23% degli italiani dichiara di essersi informato attivamente sul provvedimento, mentre il 43% ne ha sentito parlare senza approfondire e il 34% afferma di non averne mai avuto conoscenza. I genitori con figli preadolescenti registrano la percentuale più elevata tra gli informati con il 41%, mentre i genitori con bambini alla scuola dell’infanzia presentano la quota maggiore di non informati con il 43%.
Opinioni sulla richiesta di consenso alle famiglie
Il 63% degli intervistati esprime un giudizio positivo sull’obbligo per le scuole di richiedere il consenso informato preventivo alle famiglie o agli allievi maggiorenni per attività che affrontano la sessualità in un’ottica di “gender”. Il 30% definisce la misura “assolutamente corretta e doverosa”, mentre il 33% la considera “giusta ma non indispensabile”. Le opinioni negative rappresentano il 37% del campione: il 23% ritiene il provvedimento “superfluo” e il 14% lo giudica “dannoso”. I genitori con figli alle scuole secondarie di secondo grado mostrano il consenso più elevato con il 72%, mentre i genitori con bambini alla scuola dell’infanzia registrano il dato più basso tra i favorevoli con il 59% e il valore più alto tra i contrari con il 41%.
Esclusione di attività sulla sessualità per infanzia e primaria
Il 57% del campione condivide la proposta di escludere per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria le attività didattiche e progettuali che hanno come oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità. Il dato si compone del 21% che risponde “del tutto” e del 36% che sceglie “abbastanza”. Il 19% degli intervistati si dichiara in disaccordo con questa misura, mentre il 24% esprime un consenso parziale definendosi “poco d’accordo”. Ricordiamo che il disegno di legge stabilisce che le istituzioni scolastiche devono mettere a disposizione delle famiglie il materiale didattico previsto per tali attività con almeno una settimana di anticipo rispetto alla richiesta di firma del consenso.
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