Orizzontescuola.it – Scuole italiane allestero: aperte le candidature per presidenti e commissari esterni agli esami di Stato. Domande fino al 7 aprile Andrea Carlino

Il Ministero degli Affari Esteri ha dato il via al processo di nomina dei presidenti e dei commissari esterni per le commissioni degli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione nelle scuole italiane all’estero. 

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Orizzontescuola politica scolastica – Assicurazione sanitaria per docenti e ATA, subito 20 milioni, poi 50 milioni dal 2026 al 2029. Fino a 3mila euro per ciascun interessato

Approvato lo scorso 19 febbraio dal Consiglio dei Ministri, il Decreto PA, contenente misure anche per il personale scolastico, è attualmente al vaglio della Ragioneria dello Stato. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, poi scatterà il consueto iter parlamentare per essere convertito in legge entro 60 giorni.

La novità più importante per il personale scolastico riguarda il varo di prestazioni sanitarie integrative ai lavoratori del comparto Istruzione.

Il piano finanziario, prevede un’allocazione progressiva delle risorse: 20 milioni per il 2025 e 50 milioni per ciascuno degli anni successivi fino al 2029. Come abbiamo già scritto, sulla base di queste disponibilità e considerando la platea dei potenziali beneficiari, stimata in circa un milione di lavoratori, si prevede di poter erogare prestazioni e servizi sanitari per un controvalore di oltre 3.000 euro all’anno per ciascun interessato.

Come segnala Italia Oggi, la Ragioneria dello Stato ha già autorizzato la spesa per l’affidamento del servizio di copertura assicurativa integrativa delle spese sanitarie. Le somme stanziate andranno a integrare le risorse già previste per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca, le cui trattative sono state avviate giovedì della scorsa settimana.

Modalità di accesso e prossimi passi

Come già scritto, per quanto riguarda i criteri e le modalità di accesso al sistema di assistenza integrativa, una

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Orizzontescuola politica scolastica – Rinnovo contratto scuola 2022-24, primo incontro allAran: il 18 marzo nuova riunione con lillustrazione delle risorse economiche a disposizione

Al via le trattative per il rinnovo del CCNL 2022-24 del comparto “Istruzione e ricerca”, un appuntamento importante per circa 1,3 milioni di addetti del settore scuola, università, ricerca e AFAM che attendono il rinnovo contrattuale.

L’incontro che si è tenuto nel pomeriggio alla sede dell’Aran, di carattere preliminare, è stato presieduto dal Presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, che ha confermato come l’apertura del tavolo negoziale faccia seguito all’emanazione dell’atto di indirizzo da parte del ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo.

Durante la prima sessione non sono state affrontate tematiche specifiche, ma il presidente Naddeo ha annunciato che già dal prossimo incontro, fissato per martedì 18 marzo, verrà illustrato il quadro delle risorse disponibili e sarà concordata la metodologia per il prosieguo della trattativa, entrando così nel vivo del negoziato.

In aggiornamento

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Orizzontescuola politica scolastica – Valditara: Il modello 4+2 darà opportunità concrete ai nostri giovani. Quasi 10mila iscritti. Stanziati oltre 5 milioni di euro

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha ribadito a Fermo l’importanza della riforma del percorso tecnico-professionale con il modello “4+2”, sottolineando come questo rappresenti una risposta concreta alle esigenze del mercato del lavoro italiano.

Durante il suo intervento, Valditara ha posto l’accento sulla necessità di superare i conflitti ideologici per concentrarsi sull’obiettivo principale della scuola: “preparare un modello formativo che consenta di dare opportunità concrete ai nostri giovani”.

“Quando sento da Confindustria che nel 2027 quasi la metà dei posti di lavoro richiesti non troverà un’offerta di posizioni congruenti, dico che stiamo compiendo un delitto nei confronti di tanti giovani che non riusciranno a trovare lavoro, soprattutto coerente con i loro straordinari talenti”, ha affermato il Ministro. Secondo i dati citati, questo disallineamento tra domanda e offerta di competenze costerebbe all’Italia circa “35 miliardi di euro di mancata crescita del PIL”.

Un modello innovativo che valorizza le diverse intelligenze

La forza del percorso “4+2” risiede nella sua struttura in filiera, che crea “un legame forte, progettuale, programmatico fra i 4 anni dell’istituzione tecnica o professionale e il biennio dell’ITS”. Valditara ha evidenziato come questo approccio sia diverso anche dal modello tedesco-svizzero, rappresentando un’innovazione che ha suscitato interesse non solo in Italia ma anche all’estero, con Paesi come Egitto, Tunisia, Algeria, Etiopia e Montenegro che stanno valutando

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Orizzontescuola politica scolastica – 100 milioni in più per docenti tutor e orientatori, Valditara: Valorizziamo gli insegnanti per una scuola a misura di ogni singolo alunno

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito stanzia 100 milioni di euro aggiuntivi per il tutoraggio e l’orientamento nelle scuole. L’emendamento, come già scritto nelle scorse ore, approvato al Milleproroghe incrementa di 50 milioni di euro il fondo per ciascuno degli anni 2025 e 2026, come previsto dalla legge n. 197 del 2022.

I fondi serviranno a retribuire i docenti impegnati in attività di tutoraggio, orientamento, coordinamento e supporto alla ricerca didattica e valutativa.

L’obiettivo del provvedimento è migliorare la qualità dell’istruzione e l’efficacia della didattica. Il Ministro Valditara, in una nota, sottolinea l’importanza di queste attività per accompagnare gli studenti nel loro percorso, personalizzando gli interventi e offrendo supporto a chi è in difficoltà. “Personalizzazione dei percorsi, supporto a chi è in difficoltà e stimolo a chi ha potenzialità da sviluppare sono le basi su cui costruire il futuro del nostro sistema educativo”, ha dichiarato il Ministro.

Il Ministro Valditara ribadisce l’impegno per una scuola sempre più al passo con i tempi, in cui il ruolo dei docenti è centrale nel processo di innovazione. Le risorse aggiuntive mirano a valorizzare il loro contributo e a garantire un’istruzione di qualità, a misura di ogni studente. “Con queste risorse, aggiuntive rispetto a quelle già stanziate, puntiamo a valorizzare il ruolo dei docenti nel processo di innovazione scolastica e a

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Orizzontescuola politica scolastica – Ripristinare il rispetto e lautorevolezza dei docenti, Atto Indirizzo Ministero per il 2025. Educazione civica, patto educativo e Tavolo tecnico: un impegno a 360 gradi

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha presentato l’Atto di Indirizzo per il 2025, documento che traccia le linee guida per il sistema scolastico nel triennio 2025-2027.

L’obiettivo principale, come emerge dalle parole del Ministero, è il ripristino della serenità nelle scuole italiane, attraverso il rafforzamento dell’autorevolezza dei docenti e la promozione di una cultura del rispetto. Particolare attenzione viene dedicata al contrasto di fenomeni come bullismo, cyberbullismo e violenza di genere, considerati vere e proprie emergenze educative e sociali. Per raggiungere questo obiettivo, il Ministero punta a potenziare percorsi educativi e attività pluridisciplinari, favorendo nei ragazzi l’acquisizione di competenze per una corretta gestione delle relazioni interpersonali.

Valutazione del comportamento e progetti contro il bullismo: le strategie in campo

Tra le misure concrete previste dall’Atto di Indirizzo, spicca il riferimento alla legge 1° ottobre 2024, n. 150, che rivede la disciplina sulla valutazione del comportamento degli studenti. Il regolamento attuativo della legge, atteso per il 2025, mirerà a ripristinare l’importanza della responsabilità individuale, ponendo l’accento sul rispetto verso le persone, i beni pubblici e, soprattutto, l’autorità dei docenti. Il Ministero, inoltre, promuoverà incontri con le scuole che hanno sviluppato progetti di successo contro bullismo e cyberbullismo, con l’intento di condividere le buone pratiche e diffondere esperienze positive a livello nazionale.

L’Atto di Indirizzo sottolinea

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Orizzontescuola politica scolastica – Liceo del Made in Italy, ecco il regolamento con la definizione del quadro orario. Dovrà essere approvato dal Parlamento

Il 2 ottobre 2024 è stato trasmesso al Senato e alla Camera lo schema di Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) relativo al regolamento del Liceo del Made in Italy. Il provvedimento, che definisce il quadro orario e i risultati di apprendimento del nuovo percorso liceale, giunge in Parlamento dopo un iter complesso e non privo di criticità.

REGOLAMENTO

L’istituzione del Liceo del Made in Italy, prevista per l’anno scolastico 2024/2025, è stata introdotta dall’articolo 18 della legge n. 206 del 27 dicembre 2023. In attesa del regolamento, la stessa legge ha autorizzato l’avvio di percorsi sperimentali.

Il 31 maggio 2024, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere favorevole allo schema di DPR, subordinandolo però a una serie di osservazioni e richieste di modifica, in gran parte disattese. Tra le principali criticità segnalate dal CSPI, l’aumento delle ore dedicate ai Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) fin dal secondo anno del primo biennio e la mancanza di percorsi di formazione e accompagnamento per i docenti.

Il 26 settembre 2024, il Consiglio di Stato, pur dando il via libera all’iter procedurale, ha ribadito la necessità di garantire la formazione del personale docente per l’insegnamento in lingua inglese delle discipline non linguistiche (CLIL), mettendo in luce il rischio che tale esigenza formativa possa compromettere la

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Orizzontescuola politica scolastica – Basta ricatti sociali agli insegnanti, la denuncia di Alfredo Palomba: Regolamenti carta straccia e reclutamento al collasso. La scuola ha bisogno di certezze, non di algoritmi [INTERVISTA]

Un sistema al collasso o un laboratorio per il futuro? Alfredo Palomba, docente e scrittore, nel suo libro “Il cuore dell’uragano” (ed. Bompiani) ci porta dentro la scuola italiana, tra difficoltà croniche e inaspettate scintille di vitalità.

Dalle GPS alla burocrazia asfissiante, dalle classi difficili alla forza dirompente degli studenti, Palomba analizza le contraddizioni di un mondo complesso, rivelando cosa lo spinge a continuare a lottare, “con rabbia e con amore”, per una scuola migliore.

Parla di “enorme, invisibile potenziale” della scuola, eppure il suo libro è ricco di esempi di difficoltà e carenze. Dove si nasconde questo potenziale in un sistema che sembra spesso al collasso? Quali segnali concreti le fanno credere in un futuro migliore per la scuola italiana?

“La scuola è un sistema umano, che per sostenersi dignitosamente e adempiere ai suoi compiti necessita di enormi risorse e dell’impegno costante e condiviso dell’intera società; perché vengano elargite risorse, c’è bisogno di fiducia e riconoscimento: tanto del valore intrinseco del sistema finanziato quanto delle singole figure professionali che vi lavorano. Almeno in parte, le difficoltà in cui si trova la scuola dipendono da una cronica e diffusa mancanza di fiducia nella sua effettiva utilità. È impossibile parlare di scuola senza menzionare anche le sue tantissime carenze, ma non si deve cedere ai de profundis—magra valvola di sfogo che

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Orizzontescuola politica scolastica – Immissioni in ruolo e supplenze, Valditara: Algoritmo? Tornare indietro non è possibile. I precari sono 165mila. Assumeremo idonei concorsi 2020, 2018 e 2016. Chiesta allEuropa più flessibilità su reclutamento [VIDEO]

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dedicato un lungo video sul canale YouTube del Ministero alla spinosa questione del precariato nella scuola, un problema endemico che i governi precedenti non sono riusciti a risolvere.

Valditara, con l’obiettivo di fare chiarezza e smentire le fake news, ha esordito con i numeri: i precari non sono 250mila, come erroneamente riportato da alcuni, ma 165mila, destinati a scendere a 155mila entro dicembre grazie alle imminenti assunzioni.

Il Ministro ha poi ribadito l’impegno del governo ad assumere gli idonei dei concorsi 2020 e 2016-2018, precisando che si tratta di una graduatoria ad esaurimento che porterà all’assunzione graduale di tutti gli idonei: “Voglio essere molto preciso perché, anche in questo caso, non mi piace raccontare frottole, ingannare i miei ascoltatori e coloro che dedicano le loro energie ai nostri ragazzi. L’articolo 20, comma 2, del decreto legge 75 del 2023 stabilisce una proroga, sino a esaurimento, delle graduatorie relative ai concorsi del 2020. In sostanza, gli idonei del concorso 2020 erano stati abbandonati dai governi precedenti: se avessero voluto avere una chance nel mondo della scuola, avrebbero dovuto rifare i concorsi. Mi ero impegnato il 3 luglio, intervenendo in aula e rispondendo a un’interrogazione parlamentare, ad assumere quest’anno non solo tutti i vincitori di questi concorsi, ma anche, e

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Orizzontescuola politica scolastica – Idonei Concorso 2020, è il giorno della protesta in tutta Italia: Lo Stato si è dimenticato di noi, una vera e propria ingiustizia

È il giorno della protesta degli idonei del concorso 2020. Pur avendo superato tutte le prove e dimostrato la loro competenza, si vedono negare l’accesso al ruolo a tempo indeterminato.

La rabbia di questi docenti, che si sentono “presi in giro” dalle promesse ricevute nei mesi scorsi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha raggiunto il punto di ebollizione. Il motivo? La priorità data ai vincitori del concorso PNRR, che ha di fatto congelato le loro possibilità di assunzione.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha concesso 45.124 posti per le nuove assunzioni, mentre altri 19.032 rimarranno “congelati” in attesa dei futuri concorsi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il cui bando è atteso tra ottobre e novembre 2024. La decisione ha gettato nello sconforto gli idonei del 2020, che vedono allontanarsi la prospettiva di un’assunzione stabile almeno fino al 2025, “se tutto va bene”.

La mobilitazione coinvolgerà ben 10 regioni italiane: oltre all’Emilia-Romagna, scenderanno in piazza anche Sardegna, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Toscana, Lazio, Liguria e Piemonte. L’obiettivo è denunciare l’assurdità di una situazione che vede migliaia di docenti già formati e pronti ad entrare in classe, bloccati da quella che appare come una mera questione burocratica.

Il paradosso della situazione è acuito dal fatto che il ministro Valditara ha riconosciuto un fabbisogno di oltre 62.000

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