All’Angelus, recitato da Castel Gandolfo, il Papa commenta la parabola del seminatore e parla di quei “miracoli d’amore” che accadono quando il seme trova una terra feconda e non ostile. “Dio non smette di credere in noi – dice – e in quello che possiamo diventare giorno per giorno se con fede ci abbandoniamo a Lui”
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Leone XIV: il mondo ha bisogno di pace e frutti di bene
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