Orizzontescuola politica scolastica – Manovra 2026, Fracassi (Flc Cgil): Va cambiata. Dal taglio Irpef una media di 30 centesimi al giorno. Fondi alle paritarie, solo tagli per scuole statali

Il disegno di Legge di Bilancio 2026 non risponde alle attese di chi lavora nel mondo dell’istruzione pubblica. Per la FLC CGIL si tratta dell’ennesima occasione mancata. La segretaria generale Gianna Fracassi sottolinea che il testo della manovra “si configura come l’ennesima occasione mancata per il rilancio del comparto Istruzione e Ricerca”.

Nessun investimento strutturale, nessun piano per risolvere i nodi del rinnovo contrattuale, della valorizzazione del personale e del recupero salariale dopo anni di perdita del potere d’acquisto.

Il nodo fiscale: un beneficio simbolico

Una delle misure più pubblicizzate, la riduzione dell’aliquota Irpef sul salario accessorio, viene giudicata dal sindacato come puramente simbolica. Riguarda infatti solo i primi 800 euro e sarà in vigore unicamente per il 2026. Il beneficio reale? Secondo Fracassi, “si riduce di fatto a una media di 30 centesimi al giorno”. Troppo poco, a fronte di un’inflazione che ha superato il 17% nel triennio 2022-2024.

“Le lavoratrici e i lavoratori del Comparto, anziché vedersi riconoscere per il triennio contrattuale 2022-2024 il pieno recupero del potere di acquisto perso a causa dell’inflazione, dovrebbero accettare il taglio di un terzo delle retribuzioni in cambio di un beneficio una tantum risibile”, aggiunge la dirigente.

“Nessun piano di stabilizzazione”

Oltre al tema salariale, rimane irrisolta la questione della precarietà. Nessuna apertura su percorsi di assunzione straordinaria, né misure per tutelare chi lavora da anni con contratti a termine. “Ancora più grave è la totale assenza di misure strutturali contro la precarietà: nessun piano di stabilizzazione, nessun percorso di assunzione straordinaria, nessuna tutela per la dignità professionale di chi lavora da anni con contratti a tempo determinato”, osserva Fracassi.

Scuola statale penalizzata, paritarie finanziate

Un ulteriore punto critico è il trattamento riservato alle scuole statali rispetto a quelle paritarie. “Siamo dinanzi a un Governo elemosiniere. Un Governo che continua a garantire provviste di fondi pubblici alle scuole paritarie, mentre impone tagli e restrizioni alle scuole statali”, dichiara la segretaria generale.

La posizione della FLC

Secondo Fracassi, la manovra “non solo non risponde ai bisogni urgenti di scuola, ricerca, università e alta formazione pubbliche, ma marginalizza chi ogni giorno tiene in piedi le istituzioni statali della conoscenza”. La FLC CGIL annuncia la volontà di continuare a battersi “per cambiare questa manovra regressiva che, a partire dalle risorse aggiuntive per il contratto, non mette al centro lavoro, salario e ruolo delle istituzioni pubbliche della conoscenza”.

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