Orizzontescuola politica scolastica – Educazione sessuale a scuola, scoppia la bagarre alla Camera, Valditara infuriato attacca lopposizione: Falso che impediamo di insegnare rispetto e affettività [VIDEO]

Scintille alla Camera sull’educazione sessuale a scuola. Dopo una lunga serie di interventi dell’opposizione critici sul Ddl sul consenso informato, all’esame dell’aula, ha preso la parolail Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il ministro ha respinto con fermezza le critiche delle opposizioni, accusandole di aver diffuso informazioni false sul contenuto della normativa.

Le parole del Ministro

Il ministro ha esordito contestando le affermazioni dell’opposizione, definendole “non corrispondenti a verità“. Valditara ha chiarito che il disegno di legge non impedisce l’educazione sessuale nelle scuole, come sostenuto dai banchi dell’opposizione. L’articolo 1, comma 4 del testo, precisa che restano ferme le indicazioni nazionali e i programmi scolastici, che già comprendono l’educazione civica. Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria sono escluse le attività di dati e progettuali, ma non l’insegnamento previsto dalle indicazioni ministeriali.

Il ministro ha elencato i contenuti presenti nelle indicazioni nazionali: educazione alle differenze fra i sessi, conoscenza degli apparati sessuali, delle funzioni riproduttive, dello sviluppo puberale e dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmesse. Valditara ha inoltre sottolineato che i nuovi programmi includono, per la prima volta, l’educazione alle relazioni corrette, il rispetto verso la donna, l’empatia relazionale ed affettiva e il contrasto della violenza di genere.

“Il ‘testo Valditara’, per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria sono esclude in ogni caso dall’attività didattica attuale ma afferma ‘fermo restando quanto contenuto nelle indicazioni nazionali, cioè nei programmi scolastici. Allora per capire se si insegna educazione sessuale a scuola, se si insegnerà, se si continuerà ad insegnare l’educazione sessuale a scuola e che cosa si insegnerà, dobbiamo andare a guardare le indicazioni nazionali, ha detto.

Dove si legge – ribadisce Valditara – educare alle differenze sessuali, alle differenze tra i sessi, educare alla conoscenza degli apparati sessuali gli apparati del corpo umano e dunque anche gli apparati sessuali, educare alla conoscenza delle funzioni riproduttive, che sono per eccellenza sessualità. E ancora educare alla conoscenza dello sviluppo puberale, altro che non insegnamo alla conoscenza dello sviluppo puberale, educare ai rischi legati alle malattie sessualmente trasmesse.  Chi ha detto che noi neghiamo questo ha raccontato una colossale balla e allora ha preso in giro i cittadini italiani, diciamolo chiaro”.

Il Ministro ha definito “una colossale balla” l’accusa di voler negare questi insegnamenti.  Valditara, poi, ha citato un questionario pubblicato dal Ministero, riferito a una rilevazione condotta nelle scuole superiori. Secondo i dati, la quasi totalità degli istituti ha avviato, dal settembre 2024, corsi curricolari di educazione al rispetto e alle relazioni, dopo l’entrata in vigore delle nuove linee sull’educazione civica. Il 70% delle scuole ha rilevato un’evoluzione positiva nei comportamenti degli studenti. Il Ministero ha inoltre avviato percorsi di formazione con Indire per i docenti, al fine di affrontare queste tematiche in modo adeguato.

Subito dopo, il Ministro smorza i toni: “Il primo a ritenere che il dibattito debba essere svelenito da polemiche, toni accesi, toni forti e voglio subito chiarire che le mie affermazioni non avevano carattere personale, erano però affermazioni politiche e probabilmente avreste detto anche voi le stesse parole a parti rovesciate”.

Il ministro ha precisato che “la lotta ai femminicidi ci vede dalla stessa parte per combattere, sradicare un fenomeno che è ignobile e inaccettabile. Da questo punto di vista contestualizziamo le mie affermazioni che non erano rivolte a nessuno di voi in particolare, ma che erano contestazioni di natura politica. Spiace se qualcuno di voi è sentito offeso. Credo che questo possa in qualche modo chiarire il senso della mia affermazioni. Vi chiedo scusa, ma ho un appuntamento istituzionale in Puglia”.

La replica dell’opposizione

Un lungo, lunghissimo elenco di deputati iscritti a parlare a titolo personale alla Camera dopo l’intervento del ministro. Valditara aveva replicato in aula definendo il senso di alcune sue affermazioni che avevano già suscitato le critiche dell’opposizione, ma al termine del suo “bis” ha anche annunciato di dover lasciare l’aula per un impegno già preso.

A questo punto l’opposizione (Pd, M5s, Avs su tutti) ha respinto al mittente sia il merito che la forma usati dal ministro nel suo intervento e, in una sorta di filibustering, ha iscritto a parlare a titolo personale i suoi deputati non più sulla legge ma per stigmatizzare il comportamento di Valditara.

In precedenza, la presidente di turno Anna Ascani ha dovuto minacciare più volte di sospendere la seduta. “Quel ‘vergognatevi’ deve essere ritirato, sono parole indegne e non rispettose dell’opposizione del parlamento”, ha detto Andrea Casu, deputato del Partito Democratico. “Chiedo formalmente di richiamare il ministro”, ha fatto eco Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra.

“Si è creata una frattura tra Parlamento e governo che non ci permette di andare avanti a votare questo provvedimento. Per questo chiediamo la convocazione di una capigruppo per riorganizzare i lavori”. Così Simona Bonafè, deputata del Partito Democratico. “Quello che è successo è grave”, ha aggiunto Bonafè.

Alla richiesta del Pd si sono associati Avs e M5s: “Non ci sono più le condizioni per discutere di questo provvedimento, io suggerire di ritirarlo”, hanno chiesto i Cinquestelle.

“Sa, ministro, perché lei è così nervoso? Perché è corso qui in Aula dopo le nostre sollecitazioni e solo dopo le nostre sollecitazioni? Perché tutti gli insegnanti d’Italia sanno che le sue affermazioni non corrispondono al vero”. Così Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi Sinistra, nel corso della discussione generale del disegno di legge in materia di consenso informato in ambito scolastico

“Da Valditara oggi in aula una totale mancanza rispetto per il parlamento e per le opposizioni. Un cattivo maestro che manca di senso delle istituzioni: un modo di rabbioso di rivolgersi alle opposizioni che rivela il fatto che non sanno motivare il perché di questa legge, che oggettivamente restringe gli spazi per le attività di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, rendendole più difficili”. Così il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

“Il ministro Valditara su un provvedimento così delicato che è sulla pelle della scuola e dei nostri studenti prima si permette di offendere l’opposizione, poi balbetta delle scuse poco credibili e alla fine volta le spalle e se ne va. Questa è la sintesi del loro senso di democrazia parlamentare e civile”. Così Patrizia Prestipino, deputata del Partito Democratico e docente delle scuole superiori.

“Si convochi immediatamente una conferenza dei capigruppo. E stupisce che il presidente Fontana non l’abbia fatto, nonostante la richiesta congiunta di tutti i presidenti dei Gruppi parlamentari”. Lo chiede la presidente dei deputati di Italia Viva, Maria Elena Boschi, intervenendo in Aula

“Non ricordo un ministro che diserti i lavori in Commissione su un provvedimento così delicato, senza mai confrontarsi nel merito, e poi si presenti in Aula solo per insultare le opposizioni. Dire ai parlamentari che devono vergognarsi perché difendono le proprie idee è inaccettabile. Se il ministro Valditara vuole parlare di vergogna – sottolinea – lo faccia con il vice segretario della Lega Vannacci, che propone classi separate per i bambini con disabilità e minimizza la marcia su Roma. È Vannacci semmai che dovrebbe vergognarsi, non chi difende la libertà, l’educazione e il rispetto nelle scuole italiane”, conclude.

La scuola come presidio educativo

Parallelamente al dibattito parlamentare, un’indagine del Ministero dell’Istruzione e del Merito, svolta tra il 15 e il 29 maggio scorso su 2.322 scuole statali, ha confermato l’impegno degli istituti sui temi della parità di genere e della prevenzione della violenza contro le donne. Secondo i dati ministeriali, “quasi il 97%” degli istituti ha realizzato attività di sensibilizzazione e percorsi educativi sulle relazioni e sul rispetto reciproco, in linea con le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica. Le iniziative si sono svolte per lo più durante l’orario di lezione (87,4%), ma anche in forma extracurricolare, con laboratori, seminari e campagne di sensibilizzazione. L’indagine rileva inoltre un miglioramento nei comportamenti relazionali nel 68,5% delle scuole, a conferma del ruolo centrale dell’istituzione scolastica come luogo di formazione civile, affettiva e sociale delle nuove generazioni.

Consenso informato e permanenza divieto per infanzia ed elementari

Il disegno di legge “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”, presentato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a maggio, introduce l’obbligo di consenso scritto dei genitori per ogni attività scolastica, curricolare o extracurricolare, che riguardi temi legati alla sessualità.  Con l’emendamento della Lega, tale obbligo si applicherà alle scuole medie e superiori, mentre per infanzia ed elementari rimane “fermo restando quanto previsto dalle indicazioni nazionali” il divieto assoluto di svolgere attività didattiche e progettuali su tematiche attinenti all’ambito della sessualità.

Fonte originale dell’articolo:
Leggi di più qui:
Educazione sessuale a scuola, scoppia la bagarre alla Camera, Valditara infuriato attacca lopposizione: Falso che impediamo di insegnare rispetto e affettività [VIDEO]
La pagina Feed Rss che ha generato la descrizione dell’articolo con titolo, riepilogo e collegamento all’articolo completo:
https://www.orizzontescuola.it/politica-scolastica/feed/
Fonte dell’immagine digitale:
https://www.orizzontescuola.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-12-alle-12.14.49.png

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *