
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha risposto all’interrogazione parlamentare presentata da Alleanza Verdi Sinistra sulle classi pollaio.
Le evidenze empiriche derivanti dai risultati dei test PISA e dalle rilevazioni INVALSI dimostrano che gli esiti formativi degli studenti non dipendono dal numero di alunni per classe. Le indagini INVALSI indicano come dimensione ottimale delle classi una forbice compresa tra i 20 e i 25 studenti. Il dato smentisce il luogo comune secondo cui i bassi livelli di apprendimento sarebbero legati alle dimensioni delle classi.
I dati nella scuola secondaria di primo grado mostrano che la percentuale di studenti con difficoltà di apprendimento si attesta al 3,2% nelle classi con meno di 20 alunni. Il valore scende all’1% nelle classi con un numero di allievi compreso tra 20 e 25. Esiti analoghi si osservano al termine della scuola secondaria di secondo grado. Nelle classi con meno di 20 alunni la percentuale di allievi in difficoltà raggiunge il 6,6%. Il dato scende al 3,7% nelle classi tra 20 e 25 allievi. Valditara ha definito questi dati “incontrovertibili” e ha affermato che non lasciano spazio a interpretazioni arbitrarie.
Classi italiane tra meno affollate a livello internazionale
Le classi italiane risultano già oggi tra le meno affollate nel panorama internazionale. L’incremento significativo del numero di docenti e la riduzione della popolazione studentesca dovuta al calo demografico hanno collocato l’Italia al di sotto della media OCSE. La posizione riguarda sia il numero di studenti per classe sia il numero di studenti per insegnante. Le classi pollaio rappresentano un fenomeno residuale limitato a casi eccezionali. Nella scuola primaria le classi pollaio costituiscono solo lo 0,1% in classe prima.
Il dato è in calo nel tempo sia in termini di classi pollaio sia in termini di numero medio di allievi per classe. Il numero medio di alunni si attesta a 20 nelle quinte primarie. Nelle attuali prime primarie il valore scende a 18 allievi. La transizione demografica in atto lascia prevedere un’ulteriore riduzione naturale del numero medio di studenti per classe nei prossimi anni. Il Decreto Presidente della Repubblica 81 del 2009 prevede ampi margini di flessibilità nella formazione delle classi. Il decreto Caivano ha accresciuto ulteriormente questi margini consentendo deroghe in contesti specifici e per esigenze particolari.
Agenda Sud dimostra efficacia assegnazione più docenti
L’esperienza di Agenda Sud dimostra che le politiche più efficaci non prevedono una riduzione indistinta del numero di alunni per classe. Le strategie che funzionano consistono nell’assegnazione di più docenti alle scuole caratterizzate da maggiore fragilità. Tale approccio permette di potenziare gli apprendimenti e sostenere in modo mirato gli studenti in difficoltà. Nelle scuole coinvolte da Agenda Sud gli apprendimenti in Puglia sono stati tre volte superiori rispetto agli altri istituti. In Campania il miglioramento è stato due volte e mezzo superiore. L’intero Mezzogiorno ha registrato un risultato definito dal Ministro come “eccezionale”.
Le misure introdotte dal Governo contro la dispersione scolastica stanno producendo risultati concreti. Il Paese ha raggiunto il target PNRR sulla riduzione della dispersione scolastica con due anni di anticipo rispetto all’obiettivo fissato per il 2026. I dati Istat attestano la dispersione al 9,8% nel 2024. Le stime INVALSI indicano un valore dell’8,3% nel 2025. L’obiettivo stabilito per il 2026 era del 10,2%. Il target fissato per il 2030 pari al 9% è già stato superato. Valditara ha concluso affermando che “la linea che il Governo intende perseguire” non prevede “interventi simbolici o ideologici ma politiche fondate sull’evidenza e sulla efficacia”.
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Classi pollaio, Valditara: Fenomeno residuale, solo 0,1% in prima primaria. Dati INVALSI dimostrano dimensione ottimale tra 20 e 25 studenti
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