Orizzontescuola politica scolastica – Ius Scholae, Valditara: Per cittadinanza conta la condivisione di valori. Guardate bene cosa è stato fatto in Francia e Germania

Nel contesto del dibattito sullo Ius Scholae, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha offerto una prospettiva che va oltre il semplice conteggio degli anni di residenza o di istruzione.

Durante un punto stampa al Meeting di Rimini, Valditara ha sottolineato che la concessione della cittadinanza dovrebbe basarsi su criteri più profondi e significativi: “Non è tanto il numero di anni, piuttosto il percorso scolastico seguito, quanto la condivisione di valori, la conoscenza della lingua e la condivisione di un progetto di futuro che deve essere in qualche modo accertato”.

Tale  visione si inserisce in un contesto europeo più ampio, dove recenti riforme in Francia e Germania hanno messo in luce l’importanza dell’integrazione culturale e linguistica. Valditara ha citato le leggi promosse da Emmanuel Macron in Francia e dai socialdemocratici in Germania come esempi di come la cittadinanza possa essere legata a un profondo processo di integrazione. In Francia, la legge voluta da Macron, nonostante le sue posizioni politiche centriste, enfatizza la necessità di condividere i valori fondamentali della nazione. In Germania, la conoscenza approfondita della lingua, della Costituzione, del diritto e della storia tedesca sono diventati requisiti essenziali per ottenere la cittadinanza.

Le riforme, secondo Valditara, offrono lezioni preziose per l’Italia. “Dobbiamo fare una riflessione importante, complessiva a 360 gradi“, ha affermato, suggerendo che l’Italia potrebbe

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Orizzontescuola politica scolastica – Ius Scholae, Salvini: Cittadini a 18 anni, imparando lingua italiana e amando il Paese

A Pinzolo, in provincia di Trento, durante la festa della Lega, Matteo Salvini ha ribadito la sua opposizione alla proposta di Forza Italia di facilitare l’ottenimento della cittadinanza per i ragazzi stranieri che completano dieci anni di scuola dell’obbligo in Italia.

Salvini ha dichiarato che l’obiettivo principale del suo partito non è lo ius soli, ma l’aumento degli stipendi, insieme alla cancellazione della legge Fornero per consentire l’uscita dal mondo del lavoro a chi ha lavorato per 41 anni.

Ha sottolineato che discutere di ius scholae o cittadinanza non è produttivo, soprattutto se si ricevono consensi da figure come Bonaccini o giornali come Repubblica.

Salvini ha ribadito la necessità di portare avanti le idee della Lega, mantenendo l’unità del centrodestra fino al 2027, senza permettere divisioni che favorirebbero il centrosinistra. A sostegno della stabilità dell’esecutivo, ha menzionato i contatti quotidiani con Giorgia Meloni.

La posizione di Salvini sulla cittadinanza

Salvini ha inoltre criticato l’attenzione data a temi che considera non prioritari, attribuendoli a rivendicazioni della sinistra. Come vicepremier e ministro delle Infrastrutture, ha sottolineato che l’Italia è già tra i paesi dell’Unione Europea che concedono il maggior numero di cittadinanze agli stranieri, e che non c’è necessità di modificare una legge che funziona.

Ha però espresso la sua preoccupazione riguardo alla possibilità di revocare la cittadinanza a chi commette reati,

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Orizzontescuola politica scolastica – La scuola metta la persona al centro. Occorre personalizzare la didattica, da qui lidea del docente tutor. Il pensiero del Ministro Valditara

Al Meeting di Rimini, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha partecipato al panel “L’educazione non è accumulo: le competenze non cognitive”, esprimendo una visione di scuola che mette al centro la persona e valorizza le differenze.

“La mia visione di scuola, l’ho detto sin dall’inizio del mio incarico, è quella costituzionale, cioè è la scuola che mette la persona al centro, è la scuola che ruota attorno alla valorizzazione della persona e dello studente”, ha affermato, citando il discorso di Giorgio La Pira sull’importanza della centralità della persona nella Costituzione repubblicana.

Valditara ha evidenziato la necessità di valorizzare i talenti e le abilità individuali, proponendo un modello di scuola che individui e valorizzi questi talenti. “Da qui l’idea del docente tutor perché il suo ruolo è funzionale proprio a questa personalizzazione della formazione”, ha spiegato, definendo questa come una “piccola prima rivoluzione”.

Valditara ha criticato il modello gentiliano di scuola, che considerava unitaria l’intelligenza, e ha sostenuto la pluralità delle intelligenze, tutte di uguale valore. “Se tutte le intelligenze hanno uguale valore e uguale dignità, noi dobbiamo potenziare anche quei percorsi scolastici che danno valore, spazio e opportunità a quelle intelligenze magari più pragmatiche, magari più concrete”, ha dichiarato.

Valditara ha anche parlato della riforma del 4+2, che include la valorizzazione delle soft skills, essenziali per

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Orizzontescuola politica scolastica – Suor Monia Alfieri: Il colore del grembiule non educa, smettiamo con gli stereotipi

In un’intervista rilasciata all’Adnkronos, Suor Anna Monia Alfieri, Cavaliere al Merito della Repubblica e nota esperta di politiche scolastiche, ha espresso la sua opinione riguardo alla decisione di una scuola pugliese di adottare grembiuli verdi per tutti gli alunni, eliminando i tradizionali colori rosa e azzurro.

“Il grembiule rosa può essere dato a un bambino, quello azzurro a una bambina. Smettiamola con gli stereotipi e con le omologazioni che possono ferire e generare forme di discriminazione”, ha affermato.

Suor Monia ha sottolineato che l’educazione non si basa sull’omologazione, ma sull’accettazione e sulla riflessione. “Non è omologando che si educa: al contrario, si educa accettando, facendo riflettere, testimoniando la bellezza e la sacralità della persona, di ogni persona”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza di rispettare le differenze individuali.

Tuttavia, l’esperta ha anche messo in evidenza che la questione del colore dei grembiuli non è il problema principale della scuola italiana. “I problemi sono altri. Primo fra tutti il fatto che i genitori italiani non possono ancora scegliere liberamente, a costo zero, la scuola per i propri figli”, ha affermato, sottolineando la mancanza di pluralismo educativo nel sistema scolastico.

Suor Monia ha fornito dati significativi: “Gli studenti delle scuole paritarie sono 770 mila, quelli della statale 7 milioni. Al sud, il pluralismo educativo è pressoché azzerato”. Quindi ha

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Orizzontescuola politica scolastica – Valditara: Ci vuole più scuola, non meno scuola per lo studente bullo. E sugli insegnanti: Lautorevolezza si conquista e si realizza non solo con aumenti stipendiali

Durante il panel “L’educazione non è accumulo: le competenze non cognitive” al Meeting di Rimini, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha affrontato il tema cruciale del rapporto tra scuola e impresa, affermando che “non deve farci – scusate il termine – ‘schifo’ il rapporto tra scuola e impresa”.

Secondo Valditara, è fondamentale costruire un percorso scolastico che dialoghi con il mondo del lavoro, in modo da affrontare la drammatica mancanza di competenze richieste dal mercato.

Il Ministro ha evidenziato che “libertà e lavoro sono le due ‘L’”, principi cardine del percorso formativo e scolastico. “Ed è da qua che parte la vera rivoluzione, concretamente con proposte e realizzazioni, approvate o in via di approvazione”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di riconoscere e valorizzare la “pluralità delle intelligenze” presenti tra gli studenti.

Valditara ha anche affrontato il tema della disciplina scolastica, affermando che “ci vuole più scuola, non meno scuola per lo studente-bullo”.

Un altro punto cruciale del suo intervento è stato il richiamo all’autorevolezza dei docenti. “Bisogna ridare autorevolezza ai docenti: l’autorevolezza si conquista e si realizza non soltanto cercando di aumentare gli stipendi”, ha dichiarato Valditara, riconoscendo l’importanza di un riconoscimento professionale che vada oltre l’aspetto economico. Inoltre ha sottolineato che “i genitori non sono dei privati, ma fanno parte del patto educativo”, evidenziando

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Orizzontescuola politica scolastica – Valditara: A scuola dobbiamo valorizzare le differenze. La riforma del 4+2 non poteva non considerare le soft skills

Durante il panel “L’educazione non è accumulo: le competenze non cognitive” al Meeting di Rimini, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha ribadito l’importanza di mettere al centro della scuola la persona dello studente, affermando che “se la persona è al centro, dobbiamo valorizzare le differenze”.

Valditara ha evidenziato la necessità di superare il modello tradizionale di scuola, che tendeva a considerare unitaria l’intelligenza. “Dobbiamo uscire da quel modello vecchio di scuola”, ha dichiarato, sottolineando la “pluralità delle intelligenze“. Secondo il Ministro, ogni studente possiede talenti unici che meritano di essere riconosciuti e valorizzati.

In questo contesto, Valditara ha parlato della riforma del sistema scolastico, nota come “4 più 2”, che integra le competenze non cognitive nel percorso educativo. “Una riforma moderna come quella del 4 più 2 non poteva non considerare le soft skills”, ha affermato, evidenziando l’importanza di sviluppare competenze trasversali che vanno oltre il semplice apprendimento accademico.

Il Ministro ha anche citato il pensiero di Giorgio La Pira, richiamando l’attenzione sulla “centralità della persona” nell’educazione.

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Valditara: A scuola dobbiamo valorizzare le differenze. La riforma del 4+2 non poteva non considerare le soft skills
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Orizzontescuola politica scolastica – Educazione Civica: i docenti A046 chiedono un confronto al Ministro Valditara: La Costituzione è sminuita perché insegnata da chi non ha le adeguate competenze

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è chiamato a un confronto urgente dai docenti di scienze giuridiche ed economiche (classe di concorso A046).

In una lettera aperta, il Movimento Nazionale Docenti A046 esprime forte preoccupazione per l’attuale impostazione dell’insegnamento dell’Educazione Civica, che a loro avviso necessita di una profonda revisione.

Al centro della critica la presunta mancanza di competenze specifiche di molti docenti chiamati a insegnare questa materia. “La nostra gloriosa Carta Costituzionale – si legge nella lettera – sta venendo sminuita e svuotata dei suoi più alti significati giuridici, perché è insegnata da chi non ha le adeguate competenze”.

I docenti A046 sottolineano come l’Educazione Civica, per come è strutturata, richieda una profonda conoscenza del diritto e dell’economia, ambiti di loro stretta competenza. “Vero è che si può serenamente collaborare con tutte le discipline – precisano – ma il nucleo fondante di valori umani può trasmetterlo con competenza solo chi si è prima laureato, e poi abilitato, su queste nozioni”.

La richiesta al Ministro è quindi quella di rivedere l’approccio trasversale all’Educazione Civica, privilegiando un’impostazione interdisciplinare che valorizzi le competenze specifiche.

Particolarmente grave, secondo i docenti, la situazione negli istituti dove non sono presenti docenti A046. In questi contesti, l’assenza di una guida specifica rischia di compromettere la qualità dell’insegnamento, con il risultato che “esistono scuole in

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Orizzontescuola politica scolastica – In Sicilia circa 6mila domande di assegnazione provvisoria, ma i posti sono pochi e molti resteranno delusi

Sono circa seimila i docenti siciliani attualmente in servizio al nord che desiderano tornare nella loro terra, anche solo per un anno. Tuttavia, i posti disponibili sono pochissimi e solo i più fortunati riusciranno a trovare una collocazione su sostegno.

La situazione si complica ulteriormente per coloro che, a ridosso del Ferragosto, hanno visto pubblicate le graduatorie degli insegnanti che hanno richiesto l’assegnazione provvisoria, un incarico su posto libero per un solo anno.

Come segnala La Repubblica, le liste di coloro che hanno chiesto di spostarsi da una provincia all’altra raccontano storie di centinaia di maestre e professori che, dopo essere entrati di ruolo in regioni con maggiori disponibilità, ora desiderano rientrare in Sicilia. Per molti di loro, l’ennesima domanda di trasferimento è andata a vuoto, e l’assegnazione provvisoria rappresenta l’ultima possibilità di avvicinarsi a casa.

I numeri del rientro

Nella sola provincia di Palermo, oltre 1.500 insegnanti hanno fatto domanda di assegnazione provvisoria interprovinciale da fuori regione. In tutta la Sicilia, il numero si avvicina a 6.000, con circa 3.000 docenti che insegnano alla scuola primaria. Tra i 730 che hanno richiesto una cattedra provvisoria in provincia di Palermo, oltre un terzo proviene dalla Lombardia. Percentuali simili si riscontrano anche per i docenti che desiderano rientrare in province come Messina e Catania, con un significativo numero

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Orizzontescuola politica scolastica – Assegnazioni provvisorie, in ritardo la pubblicazione delle graduatorie. Il CNDDU lancia lallarme: Situazione grave

A poche settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani lancia un grido d’allarme per il grave ritardo nella pubblicazione delle graduatorie di utilizzazione e assegnazione provvisoria interprovinciali definitive.

La situazione, denunciata come insostenibile, sta creando notevole disagio tra i docenti di ruolo fuori sede, costretti a vivere nell’incertezza della propria destinazione fino all’ultimo momento.

“Non è possibile in data odierna (21 agosto) ignorare quale sarà la propria sede di attribuzione”, si legge nella nota del Coordinamento.

Le conseguenze di questo ritardo sono molteplici e gravose per i docenti, sia dal punto di vista psicologico che economico. La difficoltà di trovare alloggi a prezzi accessibili a ridosso dell’inizio delle lezioni, l’aumento dei costi di viaggio a causa della concomitanza con il rientro dalle vacanze e la mancanza di tempo per organizzarsi con la propria famiglia sono solo alcune delle problematiche evidenziate.

Il Coordinamento denuncia inoltre la scarsa attenzione riservata a una categoria professionale che svolge un ruolo fondamentale nella società. “Duole, appena si segnalano delle problematiche reali, sentire rispolverare la retorica del ‘docente missionario’”, si legge nella nota.

La passione per l’insegnamento, sottolinea il Coordinamento, non può giustificare la mancanza di rispetto per i diritti e le esigenze dei docenti, che hanno diritto a svolgere la propria professione con serenità e

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Orizzontescuola politica scolastica – Docenti specializzati sul sostegno, associazione APRI plaude alle parole di Valditara

L’Associazione A.P.R.I. (Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale) accoglie con favore le recenti dichiarazioni del Ministro Valditara in merito alla necessità di una maggiore specializzazione degli insegnanti di sostegno.

In un comunicato stampa del 20 agosto 2024, A.P.R.I. sottolinea come la complessità dei disturbi dello spettro autistico richieda competenze specifiche che non possono essere improvvisate.

L’associazione plaude all’apertura del Ministro verso le famiglie che chiedono maggiore libertà di scelta nell’educazione dei propri figli e agli insegnanti che reclamano maggiore autonomia nell’insegnamento. Tuttavia, A.P.R.I. evidenzia come l’attuale sistema di formazione non sia adeguato a formare insegnanti di sostegno realmente preparati ad affrontare le sfide dell’autismo.

La riduzione dei percorsi di specializzazione da due anni a uno solo, con un ulteriore dimezzamento per chi ha maturato tre anni di servizio, viene definita “scandalosa”. L’esperienza, pur importante, non può sostituire una solida formazione teorica, una supervisione costante e un aggiornamento professionale continuo.

A.P.R.I. propone una serie di interventi concreti per colmare il gap formativo:

  • Favorire l’ingresso nelle scuole di operatori esterni specializzati, scelti dalle famiglie, in attesa che il personale interno venga adeguatamente formato.
  • Verificare la formazione degli operatori degli sportelli autismo/scuole polo/CTS, garantendo che abbiano competenze specifiche nell’educazione speciale basata sull’analisi applicata del comportamento.
  • Pianificare l’inserimento di almeno un insegnante tutor
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