Orizzontescuola politica scolastica – Manovra 2026, DAprile (Uil): La scuola non è una spesa ma un investimento strategico per il Paese. Va tenuta fuori dai vincoli di bilancio

CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS, Gilda e ANIEF hanno inviato una lettera ai gruppi parlamentari di Camera e Senato per chiedere modifiche al disegno di legge di bilancio 2026. Si tratta degli stessi sindacati che il 5 novembre hanno firmato l’intesa sul rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024.

La missiva contiene numerose richieste di integrazione, correzione e modifica alla manovra, ritenuta ancora troppo orientata al contenimento della spesa pubblica anziché all’investimento strategico nel sistema educativo.

L’iniziativa è stata accompagnata da un sit-in tenutosi il 19 novembre in piazza Vidoni a Roma, nelle vicinanze del Ministero della Funzione Pubblica.

Le organizzazioni sindacali respingono qualunque intervento che riduca gli organici o limiti le possibilità di sostituzione dei docenti, sottolineando che la manovra prevede una contrazione di 6.000 posti per il personale docente e 2.000 per il personale ATA dall’anno scolastico 2026-2027.

Viene richiesto uno stanziamento di risorse specificamente finalizzate ai tavoli di negoziato per il triennio 2025-2027, con l’obiettivo di chiudere positivamente il rinnovo contrattuale entro il 2026.

Equiparazione stipendiale e valorizzazione del personale

Ai microfoni di Orizzonte Scuola, Giuseppe D’Aprile, ha dichiarato durante la mobilitazione che i dipendenti della scuola risultano i meno pagati del pubblico impiego, con retribuzioni che raggiungono appena 29.000 euro annui.

Il segretario generale UIL Scuola ha evidenziato che i 3 miliardi di euro stanziati risultano del tutto insufficienti e ha ribadito la necessità di escludere la scuola dai vincoli di bilancio per investire senza restrizioni.

Le sigle sindacali chiedono un riallineamento dei trattamenti economici del personale rispetto ad altri settori della pubblica amministrazione e agli standard europei, sottolineando che l’Italia ha registrato il maggior calo delle retribuzioni reali tra le maggiori economie dell’OCSE.

Tra le proposte figura anche il rifinanziamento della Carta del Docente per mantenerne l’importo attuale e proseguire nella perequazione dei trattamenti normativi ed economici tra personale di ruolo e precario

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