A più di un mese dalla chiusura a Kabul dell’emittente che aveva fatto dell’emancipazione culturale femminile il suo principale obiettivo, nel Paese asiatico cresce la preoccupazione. Mathilde Avice, di Radio Begum: “Il nostro è un progetto militante, concepito per le donne da donne che credono che l’ignoranza sia la principale fonte della loro oppressione”
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Afghanistan, ancora senza voce la radio delle donne
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