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Tuttoscuola.com – La valutazione educativa: formare valutando Italo Fiorin

Il tema della valutazione degli apprendimenti e della qualità dell’offerta formativa ha assunto una rilevanza come mai ne ha avuta in passato. Il suo oggetto (“che cosa si valuta?”) ha subito un’evoluzione significativa, estendendosi dall’iniziale “valutazione degli apprendimenti” fino ad abbracciare ambiti di riferimento sempre più estesi (valutazione delle competenze, valutazione della scuola, valutazione dei sistemi scolastici…). Tuttavia, l’apprendimento resta l’oggetto per eccellenza della valutazione scolastica.  

La ricerca di metodi di valutazione sempre più attendibili e utilizzabili in ottica pedagogica ha conosciuto tre principali tappe, in risposta a tre specifiche istanze:

a) l’istanza di scientificità: risponde all’esigenze di ottenere valutazioni attendibili, non influenzate dalla soggettività dei valutatori. Con la nascita della docimologia (fine ‘800) le procedure valutative sono state messe a punto in modo sempre più accurato e si sono diffuse nella scuola, dove hanno trovato spazio le prove di tipo oggettivo, e si sono migliorate le modalità di valutazione più tradizionali, quali l’interrogazione orale o il saggio scritto. Si è, infatti, capito che le modalità tradizionali possono essere impiegate in forma soddisfacente, e per certi aspetti sono insostituibili, purché vengano rispettati alcuni criteri che la ricerca docimologica ha messo a disposizione.

b) L’istanza di formatività: risponde all’esigenza di ottenere valutazioni utilizzabili per l’azione pedagogica e didattica. Un’importante passo avanti nella formazione della cultura valutativa si verifica grazie al contributo offerto dalle teorie del curricolo che si sono diffuse nel nostro Paese a partire dagli anni Settanta. Nella programmazione curricolare la valutazione assume una funzione strategica, perché riguarda sia il momento iniziale, quando gli insegnanti devono delineare la situazione di partenza della classe, in vista della definizione degli obiettivi, sia il momento conclusivo di ciascuna unità di apprendimento, dove è richiesto di accertare il raggiungimento di tali obiettivi, in vista di ridefinire il percorso. Si tratta, perciò, di una valutazione che accompagna l’itinerario didattico programmato, e aiuta a svolgerlo con successo, grazie ad un monitoraggio continuo. Inserita nella logica del curricolo. La valutazione si configura come accompagnamento educativo nell’itinerario di crescita dell’alunno.

c) L’istanza di autenticità: risponde all’esigenze di avere valutazioni realistiche, significative nella vita reale. Se l’adozione della valutazione formativa segna il superamento della logica, più che sommativa, sommatoria di una scuola tutta voti e selezione, rimane da superare un altro grande limite. Troppo spesso la valutazione sembra seguire una logica puramente interna al mondo della scuola. Gli insegnanti si preoccupano di verificare l’esito del loro insegnamento, e gli alunni, da parte loro, di dimostrare che hanno studiato e che sono preparati. Il punto di riferimento è il programma, il controllo riguarda gli obiettivi di apprendimento che dimostrano che gli alunni lo conoscono e il grado del loro approfondimento.

Ma spesso tutto questo ha senso soltanto all’interno delle pareti scolastiche, mentre resta non sondato il fatto che gli alunni sappiano andare oltre la dimensione dell’apprendimento scolastico per trasferire quanto hanno appreso in contesti diversi. La scuola, insomma, dà l’impressione di specchiarsi in se stessa, di essere chiusa nei confronti della realtà. La didattica orientata allo sviluppo delle competenze cerca di superare il divario tra aula e realtà esterna, ponendo gli alunni di fronte a problemi complessi, per quanto possibile legati alla realtà o, comunque, costruiti in modo che le situazioni da affrontare siano realistiche. A questo proposito si parla di compiti di realtà e la valutazione che si riferisce a situazioni reali, o realistiche, viene definita valutazione autentica.

Leggi il dossier integrale dedicato alla valutazione pubblicato nel numero 632 di Tuttoscuola

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