Scuola Notizie

5 Novembre 2022

Una riforma scolastica a costo zero. Lettera

Inviato da Giuseppe D’Angelo – Quale deve essere la Scuola di oggi? Non è facile rispondere a questa domanda. Fino ad ora abbiamo dato grande importanza alle più svariate esigenze di un’utenza scolastica interessata quasi esclusivamente al conseguimento del “successo scolastico” non sempre associabile ad una reale formazione. Il risultato di questo modus operandi è stato l’aver realizzato una Scuola delle apparenze formative. La flessibilità richiesta e la sensibilità pedagogico – didattica sono state spesse volte travisate ed asservite a logiche pragmatiche di più basso livello che nulla hanno a che vedere con la vera formazione. Ci si è poi accorti che la Scuola non è più in grado di formare le teste pensanti che servono realmente al Paese. Qualcuno, adesso, si sta rendendo conto che la cosa non può andare a lungo così, perché si rimane indietro sotto tutti i punti di vista, non soltanto culturali. Lo stato in cui si trova la Scuola italiana è, purtroppo, anche il frutto di un modo di essere e di vedere che contraddistingue quei nichilisti ed indifferenti che guardano la Scuola con l’intento solo di soddisfare i loro interessi personali garantendo le loro piccole comodità. Si tratta, spesso, dei negazionisti del merito, dei propugnatori della Scuola dell’uguaglianza che porta, però, all’appiattimento. A mio avviso si commette qualche errore fondamentale nella realizzazione pratica dell’uguaglianza formativa. Bisogna tenere in considerazione che non tutti i ragazzi esprimono le loro potenzialità allo stesso modo nel raggiungere i target formativi scolastici. Se serve che tu debba conoscere e saper applicare le regole matematiche non basta che tu sappia suonare uno strumento o sappia cantare bene o possa essere un atleta olimpico, o qualunque altra abilità. Sarai anche bravissimo in queste arti (e posso esprimere il mio sincero apprezzamento) ma non posso dire, per questo, che vai bene in matematica! Se lo faccio come insegnante e come istituzione scolastica sto svilendo lo studio della Matematica (o di qualsiasi altra disciplina) che perde così il suo valore formativo. Le differenze attitudinali esistono e spesso portano il discente a prendere la decisione di non studiare con il giusto impegno una specifica disciplina. Bisogna invece far capire ai nostri ragazzi che proprio nella disciplina che piace di meno ed in cui si hanno più difficoltà di apprendimento ci si deve impegnare di più. Nel corso degli ultimi decenni, nella Scuola, si è assistito ad una sorta di deriva etica che ha praticamente segnato un’epoca. È ora di correre ai ripari e ristrutturare la Scuola per come deve essere ristrutturata. La politica però deve avere a cuore la Scuola e dovrebbe chiedersi realmente perché la Scuola non va bene. Dovrebbe chiederne i motivi a quegli insegnanti che vivono quotidianamente la sofferenza del vedersi privati della libertà di valutare onestamente i propri alunni, secondo il loro reale merito! Bisogna investire nella Scuola ma in modo oculato. Però i soldi da soli non sono sufficienti a risolvere tutti i problemi della Scuola. Servono riforme che riguardino l’etica dell’insegnamento. Per innalzare il livello professionale degli insegnanti, ad esempio, non servono costosi corsi di riqualificazione. Occhio alla ricetta signor Ministro! Per far studiare e riqualificare gli insegnanti, per renderli competitivi è sufficiente far fare loro una corretta valutazione meritocratica! Fare in modo che i loro voti vadano realmente dall’uno al dieci; e quando i tre o i quattro sono meritati fare in modo che si possa realmente bloccare l’alunno disinteressato e indolente. Ma questo non deve intendersi come un penalizzante automatismo! Nessun automatismo deve giustificare una bocciatura. Ma se ad un serio lavoro fatto in classe dall’insegnante non si contrappone alcun sincero sforzo per apprendere, da parte dell’alunno, allora diventa necessario sanzionare! Bisogna rigettare poi anche gli automatismi di natura opposta che portano alla promozione garantita! Non si può valutare correttamente secondo merito se non si è competenti nella propria disciplina e se non è stato fatto un serio lavoro con i ragazzi! Chi riesce a mettere due e tre ma anche nove e dieci senza ricevere serie critiche da parte degli alunni e delle loro famiglie vuol dire che sa quello che fa. La sua valutazione, bassa o alta che sia, è accettata perché reale. Essa è il frutto di una vera professionalità docente che forma “teste pensanti” e non quelle con grandi orecchie! Una valutazione oggettiva, schietta e sincera è il più potente strumento formativo che l’insegnante può utilizzare anche per favorire la crescita etica del discente. Alla Scuola non serve neanche tutta quella miriade di attività parascolastiche che sottraggono un numero elevatissimo di ore all’insegnamento. Conferenze di vario tipo, orientamento in uscita, incontri con l’autore, visite e viaggi d’istruzione, corsi, concorsi, giornate pro, assemblee di classe e d’istituto, manifestazioni, ecc. solo per citare le principali occasioni per non fare lezione. Ma come si può pretendere di fare formazione seria se si occupa il tempo così? Sarà anche vero che tutte queste attività alternative forniscono degli ulteriori input formativi ma poi ci si lamenta che i nostri studenti non conoscono la Matematica, le Scienze o non sanno scrivere bene in Italiano. È necessario che i nostri ragazzi comprendano realmente l’importanza dell’impegno nello studio. Come sostiene un mio collega di Matematica, a proposito dell’esigenza di una valutazione oggettiva e veritiera, il processo di apprendimento è come un prodotto fattoriale. Anche quando l’insegnante didatticamente fa un miliardo, ma dall’altra parte l’alunno fa zero, il prodotto è zero! Come dargli torto. I nostri ragazzi hanno capito che comunque vada saranno promossi con o senza le competenze richieste. Non è difficile capire di cosa ha di bisogno la Scuola. Ma la verità che si offre nuda a noi, spesso offende lo sguardo di chi non vuol vedere e capire. , 2022-11-05 13:11:00, Inviato da Giuseppe D’Angelo – Quale deve essere la Scuola di oggi? Non è facile rispondere a questa domanda. Fino ad ora abbiamo dato grande importanza alle più svariate esigenze di un’utenza scolastica interessata quasi esclusivamente al conseguimento del “successo scolastico” non sempre associabile ad una reale formazione.
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