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10 Gennaio 2018

Si va in gita, la responsabilità è solidale tra i docenti in servizio

Si va in gita, la responsabilità è solidale tra i docenti in servizio

10 January 2018

L’ESPERTO RISPONDE/Il caso segnalato da una

professoressa: sbaglia la dirigente Non è

possibile suddividerla per gli alunni presenti

  di lettera firmata Maria Belloni Gorizia Antimo Di Geronimo lettera firmata Carlo Forte lettera firmat 

Da 30 anni io e le mie colleghe facciamo uscite didattiche almeno una volta al mese. La nuova dirigente scolastica, con un ordine di servizio, ha disposto che nelle uscite didattiche ognuno dei due insegnanti è docente accompagnatore della metà degli alunni indicati nominativamente mentre l’insegnante di sostegno è docente accompagnatore dell’alunno disabile. Nell’ordine di servizio si citano gli articoli 1176 e 2048 del codice civile, l’Articolo 61 della legge 312/80, l’articolo 591 del codice penale e la nota ministeriale n. 674/2016. Noi invece ci siamo sempre ritenute responsabili di tutti gli alunni. Come stanno le cose?

Le cose non stanno certamente come sono state disposte da una dirigente scolastica che presumo essere di prima nomina. Nelle uscite didattiche, come all’interno delle scuole e delle aule, la responsabilità nei confronti degli alunni è solidale tra gli insegnanti in servizio. Una differenziazione come quella ordinata dalla dirigente non trova nessun supporto giuridico o normativo. Gli articoli che vengono citati nell’ordine di servizio confermano solo la natura e il grado di responsabilità che grava, nella fattispecie, sui docenti che accompagnano la classe nelle uscite didattiche. Quanto al richiamo alla nota ministeriale n. 674/2016 questo è, nella circostanza, del tutto fuori luogo.

Franco Bastianini

Graduatorie sbagliate, contratti da rifare

Parecchi docenti Itp, tecnico-pratici, ricorrenti al Tar del Lazio per l’inserimento dalla terza alla seconda fascia d’istituto sono stati inseriti in una prima graduatoria a sistema (Sidi) emessa il 20 settembre 2017. Successivamente a seguito di circolare Miur è stato concesso di inserire i nominativi rimasti esclusi entro il 27 ottobre (inserimento al Sidi). Ma le scuole capofile oberate di lavoro hanno inserito i nominativi al Sidi entro il 27 ottobre ma inviato, alle varie scuole scelte dai docenti, i decreti di inserimento nella graduatoria del 20 settembre oltre il 27 ottobre. Così le scuole non hanno inserito i nominativi, con danno dei docenti che hanno più alto punteggio. Ora il Sidi Miur sta provvedendo ad emettere nuove graduatorie aggiornate. Vorrei sapere: le nomine dei docenti attinte dalle graduatorie del 20 settembre possono essere considerate fino all’avente diritto? E quindi revocate?

Posso ricorrere contro le nomine effettuate dalla graduatoria Sidi del 20 settembre in quanto mi sento danneggiata perchè lavorano docenti con punteggio inferiore al mio?

Il termine dei contratti stipulati sulla base delle graduatorie non aggiornate avranno efficacia fino a quando le relative graduatorie non saranno modificate. Il termine, infatti, è insuscettibile di modifiche o interpretazioni. Nondimeno, il decreto 131/2007 e la clausola risolutiva espressa contenuta nei contratti di supplenza prevedono espressamente la risoluzione del rapporto di lavoro, di diritto, all’atto dell’annullamento della procedura che abbia erroneamente portato all’assunzione.

Pertanto i contratti stipulati sulla base della graduatoria sbagliata dovrebbero essere risolti di diritto in via di autotutela all’atto della pubblicazione della graduatoria rettificata. Se ciò non dovesse avvenire, l’interessata potrà esperire l’azione giudiziale a titolo risarcitorio.

Interdizione e frequenza a corsi universitari

Sono una supplente in interdizione per gravidanza difficile. Quest’anno mi sono iscritta a un corso presso l’università per maturare i 24 crediti formativi universitari necessari ad accedere al concorso a cattedra. Posso frequentare l’università mentre sono in interdizione?

La giurisprudenza ha chiarito a più riprese che l’interdizione è una forma di assenza tipica in tutto assimilabile all’assenza per malattia (Tar Puglia, Lecce, 10 luglio 1982, n. 286 e altre). E «la tutela della maternità – approntata dall’ordinamento attraverso lo strumento dell’astensione anticipata dal lavoro in un periodo della gravidanza in cui le gestanti non a rischio non sono certamente esonerate dall’obbligo di prestare attività lavorativa – non poteva (come non può) essere utilizzata quale mezzo per conseguire altri scopi se non la cura della salute propria e del nascituro» (Corte dei conti Trentino-Alto Adige sede di Trento del 21 aprile 2008). Conseguentemente l’interessata, durante il periodo di interdizione dovrà astenersi da comportamenti onerosi, anche solo in parte assimilabili ad attività lavorativa, come per esempio la frequenza a corsi universitari, al fine di evitare il prolungarsi dell’assenza a danno dell’amministrazione.

Permessi per motivi di studio congelati

Figuro tra gli aventi diritto ai permessi per motivi di studio nell’elenco provvisorio pubblicato dall’ufficio scolastico. Ho provato a chiedere un permesso, ma il dirigente ha detto che non è avrò diritto fino a quando non sarà pubblicato l’elenco definitivo. Posso chiedere un altro tipo di permesso fino a quando non uscirà la graduatoria definitiva?

Il dirigente ha agito correttamente: la graduatoria provvisoria degli eventi diritto ai permessi per motivi di studio non ha efficacia interinale e, dunque, non costituisce titolo ai fini dei relativi permessi. In alternativa ai permessi per motivi studio in senso stretto l’interessato può fruire di uno dei cinque giorni per il diritto alla formazione previsti dall’articolo 64 del contratto oppure di uno dei giorni di permesso per motivi personali previsto dall’articolo 15 dello stesso accorso. Un’ulteriore alternativa potrebbe essere la fruizione di giorni di aspettativa non retribuita, sempre per motivi di studio, prevista dall’articolo 18 del vigente contratto di lavoro.

© Riproduzione riservata

Fonte dell’articolo: ItaliaOggi





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