Blog del Docente

4 Giugno 2019

Precari, una nuova fumata nera

Vertice Miur-sindacati aggiornato per trovare soluzione a reclutamento e abilitazione

di Alessandra Ricciardi

Nuova fumata nera a viale Trastevere. Anche ieri un nulla di fatto sul reclutamento dei precari all’incontro tra il ministero dell’istruzione, rappresentato dal capo di gabinetto Giuseppe Chinè, e i segretari dei sindacati Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda, rispettivamente Francesco Sinopoli, Lena Gissi, Pino Turi, Elvira Serafini e Rino Di Meglio. L’incontro, in avvio con la presenza del ministro dell’istruzione Marco Bussetti, è partito con una proposta elaborata dal Miur, sulla scorta dei confronti delle settimane precedenti (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di martedì scorso), che prevedeva un doppio binario: Pas, e dunque percorso abilitativo speciale, da un lato, e concorso riservato dall’altro per l’accesso ai ruoli, in questo ultimo caso, già dal prossimo anno scolastico di circa 25mila precari.

Al termine del confronto si è invece affermata la preferenza per un altro schema, ed è quello del percorso unico: un iter che sia abilitativo per tutti i precari e che solo per chi ha già 36 mesi di servizio alla spalle sia invece anche utile all’assunzione già da settembre -ottobre di questo anno. Ancora da chiarire se il pas-concorso unificato avrà una selezione in ingresso oppure al termine.

Sulla nuova proposta le parti dovranno rivedersi prossimi giorni per verificare l’ennesimo articolato. Dicono i sindacati, per fotografare alcuni dei nodi: «È stata discussa la possibilità di consentire l’accesso ai soli fini abilitanti ai percorsi riservati, in subordine rispetto ai precari con 36 mesi di servizio: ai docenti di ruolo che vogliono acquisire l’abilitazione in un’altra classe di concorso per cui hanno titolo ad insegnare; ai laureati che hanno compiuto un percorso di dottorato di ricerca; ai docenti che hanno maturato le tre annualità di servizio nell’ambito della Formazione Professionale insegnando nei bienni di assolvimento dell’obbligo scolastico; ai docenti che sono in possesso del requisito delle tre annualità di servizio presso le scuole paritarie».

I tempi stringono, e per essere operativi è necessario che rapidamente la proposta sotto forma di emendamento sia presentata al dl Crescita in discussione alla camera. Un emendamento che Bussetti aveva annunciato, alla vigilia delle Europee, sarebbe stato a firma del governo per ribadire la priorità che l’esecutivo e la Lega in particolare pongono sul tema del precariato e sulla necessità di trovare una soluzione transitoria.

Anche a costo, stando alle voci critiche, di sacrificare la piena selettività che il concorso ordinario comporta.

L’accelerazione è dettata non solo dalla necessità di trovare un veicolo legislativo utile per garantire le prime immissioni in ruolo già per il prossimo anno scolastico, ma anche per mettere a riparo l’operazione precariato dai venti di crisi che si sono abbattuti sempre più sferzanti sul governo.

Ieri nel suo discorso in conferenza stampa, in occasione del primo anno dell’esecutivo gialloverde, il premier Giuseppe Conte ha ribadito quanto finora fatto e ha indicato alcune priorità dell’azione governativa su scuola (l’accordo con i sindacati che ha evitato lo sciopero generale del settore è a sua firma) e università, con tra l’altro un nuovo piano per la ricerca. Ma ha anche chiesto di riavere la fiducia dei due partner, Lega e M5s, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Un discorso fatto in conferenza stampa e non nelle aule parlamentari e che pure ha il sapere di un preavviso di dimissioni.

Precari, una nuova fumata nera
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