Studenti genitori

24 Gennaio 2018

La strada per proteggere i giovani da un uso distorto del Web è la formazione

 

La strada per proteggere i giovani da un uso distorto del Web è la formazione

24 January 2018

La scuola si apre all’educazione civica digitale e dichiara la lotta alle fake news e al cyberbullismo

Il ministero dell’Istruzione ha messo online la piattaforma di educazione civica digitale , con l’obiettivo di fornire materiali e contenuti messi a disposizione da soggetti diversi per educare alla convivenza attiva e partecipativa nella nuova società digitale.

I materiali sono a disposizione dei docenti, dalla primaria alla secondaria superiore, prevalentemente sotto forma di unità didattica per avviare un percorso curricolare definito per i ragazzi. I contenuti, messi a disposizione da un centinaio di soggetti esterni (tra cui anche Nòva24-Il Sole 24 Ore), saranno arricchiti entro fine mese in modo da permettere alle scuole di tenerne conto per la preparazione dei piani formativi. L’obiettivo del Miur è arrivare a costruire gli “obiettivi di competenze” (per livelli e gradi di scuole) che affiancheranno i contenuti già presenti e permetteranno alle scuole di costruire i curricoli verticali, lungo tutto il percorso scolastico.

Lo stesso decalogo stilato dal Miur per l’uso del cellulare a scuola, che l’innovazione non va subita ma può diventare opportunità se accompagnata da un’adeguata educazione che si basi su spirito critico e responsabilità. «Spirito critico perché è fondamentale – per studenti e non solo (docenti e famiglie sono altrettanto coinvolti) – essere pienamente consapevoli che dietro a straordinarie potenzialità si celano profonde implicazioni sociali, culturali ed etiche», afferma il “sillabo” che introduce i principi dell’educazione civica digitale.

E’ indubbio che  la formazione riguarda anche – e in via prioritaria – i docenti, spesso impreparati a padroneggiare non solo dal punto di vista tecnico i device digitali. Il Miur mette a disposizione 5 milioni di euro per la formazione dei 25 milioni per la formazione (fase 2) del Piano Nazionale Scuola Digitale (circa 5 milioni di Euro, per formare persone in ogni singola scuola), e una copertura dei costi per la progettualità in classe fino a 60 ore all’anno per i prossimi due anni, a valere sul Pon cittadinanza e creatività digitale.

Ma il digitale deve essere anche un’opportunità per abilitare nuove produzioni culturali , frutto dell’utilizzo di multimedialità, interattività, ipertestualità e interfaccia come strumenti per comunicare ed esprimere la propria creatività. Ed è questa l’ultima parte in cui è suddivisa la piattaforma. Quella che guarda allo sfruttamento del digitale per il racconto di sè e del mondo futuro.

Fonte dell’articolo: Il Sole24Ore

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