La didattica d’emergenza: opportunità o vincolo?

A cura della CISL Scuola

di Antonia Carlini
 «Le attività di didattica a distanza, come ogni attività didattica, per essere tali, prevedono la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un’interazione tra docenti e alunni. Qualsiasi sia il mezzo attraverso cui la didattica si esercita, non cambiano il fine e i principi». Nota ministeriale n. 388 del 17marzo 2020

Nel numero precedente di Dirigenti News abbiamo evidenziato come non sia facile per i dirigenti assumere iniziative e portarle avanti in un quadro completamente nuovo, che non trova riferimenti specifici nelle norme, anche contrattuali, e che sta generando polemiche inopportune, quando non diffide, che spaziano dall’accusa di violazione dell’autonomia didattica dei docenti per una presunta imposizione della didattica a distanza, ad altre questioni, piuttosto pretestuose, riguardanti i rischi connessi con l’esposizione prolungata ai video terminali, la violazione della privacy e del diritto alla disconnessione.

La scuola militante, quella reale, al contrario, possiamo affermarlo con grande orgoglio professionale, sta dimostrando autentico spirito comunitario e grande senso di responsabilità. Sia pure tra mille difficoltà e carenze, sta cercando con ogni mezzo di garantire il diritto all’istruzione ai nostri alunni e la continuità del servizio, con molteplici attività e iniziative indispensabili per dare validità sostanziale e formale alle attività in corso in questo periodo.

Sta cercando di farlo con buon senso e serietà professionale e continuerà a farlo, al di là degli obblighi normativi e contrattuali, perché è forte la responsabilità nei confronti degli alunni e delle loro famiglie e nei riguardi del nostro Paese e di tutti quei lavoratori del servizio sanitario che lo stanno facendo, non dalla propria abitazione, ma in trincea, mettendo a rischio la propria vita.

Abbiamo aperto questo numero di Dirigenti News con un passo tratto dalla discussa nota ministeriale 388, che comunque fornisce alcune indicazioni operative alle scuole, rispetto alle attività fondamentali che caratterizzano un ciclo didattico ordinario: la progettazione didattica, che andrà opportunamente rivista a più livelli, per questa fase temporale e fino al termine delle lezioni, per ricalibrare i contenuti e riallineare tempi; la didattica a distanza che si sostanzia nel ricorso a modalità di mediazione differenti, ma che non cambia rispetto ai fini educativi e ai principi metodologici; gli interventi individualizzati e personalizzati in presenza di difficoltà negli apprendimenti e nella partecipazione; la verifica degli andamenti e la valutazione delle attività a distanza di cui si valorizza la funzione formativa e orientativa, in una ottica di personalizzazione che responsabilizza gli alunni.

La nota ministeriale, su cui non sono mancate riserve e critiche dai sindacati, riconosce in ogni caso il lavoro sinergico di coordinamento organizzativo e di supporto che dirigenti, staff, team e animatori digitali, referenti per l’inclusione e tutte le figure di sistema della scuola stanno compiendo in questo periodo con grandi sforzi e non pochi ostacoli. Che fare in questa fase?

Nell’immediato, suggeriamo di convocare i dipartimenti disciplinari, a distanza, ad esempio utilizzando la piattaforma GSuite applicazione Meet, facilmente accessibile e immediata nell’uso, per la verifica e l’eventuale revisione della programmazione dipartimentale annuale; per l’adozione di modalità e criteri per la valutazione del processo formativo e degli apprendimenti; per l’adozione di modalità di documentazione delle attività di insegnamento e di apprendimento; per un primo bilancio dell’attività didattica a distanza in corso.

La riunione potrebbe essere gestita dai coordinatori, opportunamente responsabilizzati e coinvolti, magari dopo averli incontrati con lo stesso sistema, per condividere linee guida e proposte comuni da presentare ai colleghi, in relazione ai diversi punti all’ordine del giorno. Condivisione necessaria, tenuto conto delle materie oggetto di discussione, la revisione della programmazione didattica e dei criteri per la valutazione, e considerata l’esigenza di garantire uniformità e coerenza delle scelte, in questa fase decisionale molto delicata e non certo semplice, poiché richiede a tutti di rivedere aspetti strutturali dell’offerta formativa, in una situazione di emergenza, purtroppo ancora imprevedibile nella sua durata, e in piena coerenza con le norme, da utilizzare flessibilmente come risorse, in termini di possibilità, piuttosto che come vincoli rigidi, in termini di limiti. Abbiamo bisogno di possibilità!

Fonte dell’articolo: CISL Scuola

scuolanotizie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.