Blog del Docente

19 Maggio 2020

Il decalogo per gli esami di Stato è pronto

Oggi la firma al protocollo di intesa. I prof più fragili per malattie o età saranno esonerati. E per settembre si studiano lezioni ridotte da 45 minuti

Alessandra Ricciardi su Italia Oggi

\Esami in presenza. Se ve ne saranno le condizioni. Il protocollo d’intesa che, salvo novità dell’ultima ora, sarà firmato oggi dalla ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, e dai segretari sindacali non esclude che, alla luce dell’evoluzione della dinamica epidemiologica e delle indicazioni fornite dalle autorità competenti, gli esami, sia preliminari che conclusivi, possono svolgersi a distanza. Saranno comunque esonerati dalle prove in qualità di commissari i professori con patologie pregresse o con età più a rischio che li rendono maggiormente esposti in caso di contagio. Intanto però la notizia è che il protocollo si farà.

Resta poi da decidere come avviare in sicurezza il prossimo anno scolastico. E su questo invece la vicenda è più intricata: la task force guidata da Patrizio Bianchi è ancora in attesa di avere elementi informativi dallo stesso ministero dell’istruzione (numero studenti e strutture) e dal ministero della salute, sulle opportune misure di prevenzione da mettere in campo a seconda dei vari scenari epidemiologici.

Intanto proseguono le simulazioni sulle modalità organizzative per assicurare il distanziamento tra studenti e docenti, e sulla revisione della didattica. Scartata al momento l’ipotesi di una scuola con metà alunni in presenza e metà in didattica online, resta la necessità di sdoppiare alcune classi, quelle delle superiori che vantano 25/28 studenti. Ci sono realtà, soprattutto al Sud, dove con il decremento delle nascite il problema del sovraffollamento non si pone ed esistono strutture scolastiche che potrebbero ben essere riutilizzate, mentre al Centro-Nord, nei grandi centri, andrebbero previste convenzioni con enti sia ecclesiali che pubblici per reperire spazi nuovi.

Ma al di là della questione spazi, c’è il problema della didattica: una didattica che sarà semplificata e che per gli alunni delle medie e delle superiori prevede una riduzione dell’ora di lezione da 60 a 45 minuti. Questa soluzione consentirebbe di avere più gruppi classe con lo stesso organico. Per infanzia e primaria, invece, l’ipotesi prevalente parla di un incremento dell’organico del 10%, con più docenti ma anche personale ausiliario da assumere in via straordinaria per il prossimo anno scolastico.

Tornando al protocollo sulla sicurezza degli esami, il ministero si impegna a garantire la creazione di un help desk dedicato con un numero verde a disposizione di dirigenti e segretari h24. Si prevede inoltre la creazione di un tavolo nazionale composto da rappresentanti del ministero e dei sindacati che dovrà esaminare le questioni di maggior rilievo, sia sul fronte organizzativo che sanitario, con una cadenza abbastanza ravvicinata, ogni due giorni.

Il tavolo fornirà indicazioni e linee di coordinamento agli uffici scolastici regionali, che a loro volta si dovranno organizzare con task force in cui saranno presenti anche esponenti della Protezione civile e della Croce rossa. Obiettivo è di verificare, in base anche all’andamento del contagio, che è assai diverso tra regione e regione, eventuali misure aggiuntive e maggiormente restrittive rispetto a quelle previste nel Protocollo a tutela della salute degli studenti e di tutto il personale scolastico coinvolto. Gli orali della maturità si terranno davanti a una commissione di 6 professori, con batterie di 5 studenti al giorno. Al massimo un accompagnatore.

Dovrà essere esonerato dall’esame in presenza tutto il personale in situazione di fragilità, causa malattie o età. Presso le scuole sede di esame dovrà essere garantito un presidio del personale della Croce Rossa, anche al fine di vigilare su eventuali sintomatologie Covid-19. Prove generali in vista della ripresa delle lezioni a settembre.

Il decalogo per gli esami di Stato è pronto
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