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2 Ottobre 2019

Crocifisso in aula, Fioramonti: «Sono per scuola laica». E divampa la polemica

di An. C.

Nuovo governo, nuovo ministro dell’Istruzione, nuova “visione” o punto di vista sull’opportunità di esporre il crocifisso nelle aule scolastiche. «Dobbiamo mettere il crocifisso nelle classi scolastiche durante il periodo di Natale» aveva tuonato Marco Bussetti, ex ministro della Pubblica istruzione nell’esecutivo giallo verde, dal palco di Piazza del Popolo, a dicembre, alla manifestazione della Lega. «Non bisogna vergognarsi delle nostri tradizioni: senza le tradizioni – aveva aggiunto – non siamo niente».

Fioramonti: «Crocifisso in aula? Sono per scuola laica»
Con il Conte due, e l’arrivo al dicastero di Viale Trastevere del pentastellato Lorenzo Fioramonti, la posizione è cambiata: «Credo in una scuola laica – ha spiegato il ministro, intervenuto alla trasmissione “Un giorno da Pecora” -. Ritengo che le scuole debbano essere laiche e permettere a tutte le culture di esprimersi non esporre un simbolo in particolare». Il pentastellato ha chiarito che nessun provvedimento è stato pensato dal Governo. «Il crocifisso a scuola è una questione divisiva, che può attendere», ha continuato. Fioramonti si è detto contrario a esporre nelle aule i vari simboli religiosi: «Eviterei l’accozzaglia, diventa altrimenti un mercato» e non è favorevole nemmeno alla foto di Mattarella nelle aule perché, a suo dire, «neanche il presidente la vorrebbe».

Dibattito “storico”
Parole quelle pronunciate dal neo responsabile dell’Istruzione che hanno riacceso una polemica “storica” tra chi è favorevole e chi contrario al crocifisso nelle aule delle scuole italiane. Una controversia mai sopita tra cattolici e laici che partì quasi un ventennio fa con una crociata da parte di Adel Smith, presidente dell’Unione musulmani d’Italia e del giudice Luigi Tosti, promotori di una battaglia anti-crocifisso. Con una sentenza del 2011 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sancito che il crocifisso può restare affisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane.

Si accende la polemica politica: no di Lega e FdI
Il tema è soprattutto politico. In una nota il leghista Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, sottolinea che «in pochi giorni (il ministro Fioramonti, ndr) ha tirato fuori che vuol tassare le merendine, poi ha invitato gli studenti a marinare la scuola per manifestare per il clima, quindi ha messo il veto all’autonomia differenziata per le Regioni senza neppure aver letto il testo, ieri si è dichiarato sostenitore dello ius culturae e oggi, per arrivare all’apice della sua escalation mediatica, propone di cestinare i crocifissi e rimpiazzarli con cartine geografiche mondiali». Perplessità vengono espresse anche da Italia Viva, con il presidente dei senatori Davide Faraone che su Twitter lancia un messaggio al pentastellato: «Ministro Fioramonti, lascia stare merendine, crocifisso, foto di Mattarella, giustificazioni. E pensa a fare il Ministro. Ripristiniamo l’Unità di Missione sull’edilizia scolastica? ».
Attacca anche Fratelli d’Italia. «Il Ministro dell’Istruzione ci dice che al posto del crocifisso in aula vedrebbe bene “una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione” – scrive su Facebook la presidente Giorgia Meloni – . Io invece vedo bene il crocifisso in aula, e la cartina del mondo con richiami alla Costituzione negli uffici del M5S, così imparano dove sta Matera e cosa dice l’art. 1 della Costituzione (la sovranità appartiene al popolo)». Il presidente dei deputati Forza Italia Maria Stella Gelmini ha fatto presente che «il crocifisso non è un elemento di arredo, ma la testimonianza delle radici del nostro Paese. La sua presenza sulle pareti delle aule scolastiche, contrariamente a quel che pensa il ministro Fioramonti, non impedisce di esprimersi agli studenti di altre culture e religioni, ma sta lì a ricordare che la laicità che il ministro liberamente rivendica è conseguenza diretta proprio delle radici cristiane dell’Italia e dell’Europa».

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