Da Corriere.it Scuola: Scala, per conoscerla bisogna almeno darle l’assalto Paolo Fallai

Meglio avere a portata di mano carta e penna quando si incontrano parole come la scala. Cinque lettere, due sillabe e una tale quantit di significati e suggestioni annesse da far tremare i polsi a chiunque si avventuri a indagarli. Meriterebbe almeno un’opera lirica, visto che il Teatro gi ce l’ha.

Gertrude aiutaci tu. Nel 1913 la poetessa Gertrude Stein scrisse nel poema Sacred Emily un verso celeberrimo: Una rosa una rosa, una rosa. Non voleva certo banalizzare la descrizione del fiore, ma farci capire (potenza della poesia) quanto il pi semplice dei nomi possa nascondere un mondo intero di immagini ed emozioni. Tutti sappiamo, o crediamo di sapere cos’ una scala, quindi cominciamo da Gertrude: una scala una scala, una scala.

Su e gi. La prima immagine che una scala ci suscita una struttura formata da gradini che ci consente di superare un dislivello. Pu essere di ogni forma e materia, basta che ci sorregga, e pu aiutarci a passare da un piano all’altro di un edificio, a raggiungere un ingresso rialzato o uno spazio sotterraneo. La scala pu essere fissa o mobile, se azionata da un motore (stazioni, metropolitane, aeroporti ne hanno molte), o trasportabile (bastano due montanti e un numero vario di pioli) se ci serve per raggiungere una certa altezza per il tempo che ci necessario.

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Da Corriere.it Scuola: Forbito, una pulizia elegante su cui è facile scherzare senza fare i furbi Paolo Fallai

Seguendo i rami di questa infinita eleganza si incontrano tante sorprese e non solo sulle origini. Parola antica e raffinata, forbito si presenta come un raro aggettivo per palati esigenti, non fa parte del nostro vocabolario di base, ma ha tante storie da raccontare.

Da un verbo famoso. Cominciamo dalla sua origine, indissolubilmente legata al verbo forbire: come ci ricorda autorevolmente l’Accademia della Crusca Forbire deriva a sua volta dall’antico germanico *furbjan, letteralmente “pulire, lucidare (detto delle armi)”, da cui si hanno anche il medio alto tedesco frben, il francese fourbir, e il provenzale e il catalano forbir, tutti con il significato di “lustrare, lucidare”. Il nostro forbito il participio passato di questo verbo e considerata la potenza con cui fotografa la caratteristica che descrive si imposto nel suo ruolo di aggettivo.

Una speciale pulizia. Nessun dubbio sul significato che dall’originale lucido, terso, conquista presto un significato figurato per descrivere l’eleganza. Non si ferma ad una semplice definizione di pulizia, certamente non si accontenta della mancanza di macchie. Portandosi dietro il significato originale del verbo da cui deriva (ricordate la pulizia delle armi?) si impone proprio per il significato di nitido, puro, lucido. E quindi nella sua estensione figurata, non solo l’aggettivo per definire una semplice eleganza ma vuole aiutarci raccontare qualcosa (o qualcuno) raffinato,

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Da Corriere.it Scuola: Natale: la speranza del futuro dopo la notte più lunga dell’anno Paolo Fallai

I giorni non sono tutti uguali, basta ricordare con quale attenzione ricordiamo i nostri compleanni (almeno fino a una certa et) o gli anniversari affettivi cui siamo pi legati. Ma ci sono giorni speciali per la grande maggioranza di noi. Se intendiamo con noi la nostra cultura e tradizione occidentale. Uno di questi senz’altro il Natale.

Occasione di Festa. Il 25 dicembre di ogni anno si celebra la nascita di Ges. una delle feste pi importanti della liturgia cristiana, preceduta dal periodo dell’avvento e centrale in un periodo festivo che normalmente culmina e si conclude con l’Epifania. La tradizione della nascita di Ges viene fatta risalire al Nuovo Testamento e in particolare ai vangeli di Luca e Matteo. Ma non tutte le Chiese cristiane la festeggiano il 25 dicembre. Tutta colpa del calendario. Il 25 dicembre senz’altro il giorno di Natale per quelle che seguono il calendario gregoriano. Altre Chiese cristiane, per esempio alcune di rito ortodosso, seguono il calendario Giuliano e quindi festeggiano la nascita di Ges il 7 gennaio (con la differenza di 13 giorni che esiste fra i due calendari).

Quello che non sappiamo. Con precisione impossibile stabilire la data di nascita di Ges. I Vangeli di Matteo e Luca riferiscono solo che nacque nei giorni del re Erode senza dare indicazioni pi

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