Scuola Notizie

14 Novembre 2022

Assenza per malattia: il lavoratore ha obbligo di tornare a lavoro anche se non è stata disposta visita di idoneità. Rischio licenziamento

Il caso in commento riguarda una sentenza della Cassazione Sez. Lav., 12 ottobre 2022, n. 29756. Nello specifico si tratta di un contenzioso tra una lavoratrice assente per malattia oltre i 60 gg ed il suo datore di lavoro. I giudici rilevano che la lavoratrice non può rimanere in attesa che il datore di lavoro in sostanza organizzi la visita di idoneità come prevista dalla normativa perchè questa possa rientrare a lavoro. Affermandosi pertanto che è dovere del lavoratore, una volta cessata la malattia, tornare con tempestività all’attività lavorativa. La questione Con la sentenza impugnata è stata confermata la pronuncia del Tribunale con la quale era stata rigettata l’azione promossa dalla ricorrente nei confronti di una ditta volta al conseguimento della declaratoria di invalidità del licenziamento – con conseguente ordine di reintegrazione e statuizione di condanna risarcitoria – intimato con lettera dalla società per essere la lavoratrice rimasta ingiustificatamente assente dal lavoro per quasi un mese. Tra i motivi la ricorrente denunciava la violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 41,artt. 1217,2119 e 2727 c.c., art. 2729 c.c., comma 1, e L. n. 604 del 1966, art. 1, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – lamenta che il predetto giudice abbia trascurato di considerare che, dovendo la visita medica per l’accertamento dell’idoneità al lavoro eseguirsi “a cura e spese del datore di lavoro”, la ricorrente, assente per malattia per più di sessanta giorni continuativi e non convocata a visita, avrebbe dovuto ritenersi assente giustificata a prescindere dall’invio o meno di certificati medici. Anche se il datore non dispone la visita di idoneità è dovere del lavoratore rientrare al lavoro se cessata la malattia I giudici affermano, in tale sentenza rilevante ai fini giuridici che ora qui interessano, che il D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 41, che come è noto si applica anche al pubblico impiego, dunque anche alla scuola, non autorizza il lavoratore assente per malattia oltre i sessanta giorni continuativi a rimanere in attesa dell’iniziativa datoriale finalizzata all’effettuazione della visita di idoneità; è infatti dovere del lavoratore medesimo, una volta cessato lo stato di malattia, presentarsi al lavoro (cfr., sul punto, Cass. 27/03/2020, n. 7566, secondo cui “In tema di sorveglianza sanitaria D.Lgs. n. 81 del 2008, ex art. 41, la visita medica a seguito di assenza del lavoratore superiore a 60 giorni, quale misura necessaria a tutelare l’incolumità e la salute del prestatore di lavoro, deve precedere l’assegnazione alle medesime mansioni svolte prima dell’inizio dell’assenza e la sua omissione giustifica l’astensione ex art. 1460 c.c., dall’esecuzione di quelle mansioni mansionii ma non anche la mancata presentazione sul posto di lavoro, ben potendo il datore di lavoro disporre, nell’attesa della visita medica, l’eventuale e provvisoria diversa collocazione del lavoratore nell’impresa”). , 2022-11-14 07:08:00, Il caso in commento riguarda una sentenza della Cassazione Sez. Lav., 12 ottobre 2022, n. 29756. Nello specifico si tratta di un contenzioso tra una lavoratrice assente per malattia oltre i 60 gg ed il suo datore di lavoro. I giudici rilevano che la lavoratrice non può rimanere in attesa che il datore di lavoro in sostanza organizzi la visita di idoneità come prevista dalla normativa perchè questa possa rientrare a lavoro. Affermandosi pertanto che è dovere del lavoratore, una volta cessata la malattia, tornare con tempestività all’attività lavorativa.
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