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Il Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, inserito all’interno delle cosiddette Biblioteche innovative, è rivolto a puntellare l’amore e il piacere per la lettura come strumento per lo sviluppo della conoscenza, la promozione del progresso civile, sociale ed economico della comunità, la diffusione della cultura, il benessere dei cittadini e la formazione della comunità (sia nel piccolo che nel grande progetto chiamato “Italia”).

La Legge 1° febbraio 2020, n. 15 nasce per individuare e classificare quelli che sono gli strumenti e le risorse necessari per garantire l’ottenimento delle finalità caratterizzanti il “Piano nazionale”, prevedendo l’intervento di una pluralità di realtà istituzionali che possono avere un ruolo basilare. Di questo Piano la scuola è pilastro fondamentale per la sua realizzazione. L’articolo 5 della citata Legge 1° febbraio 2020, n. 15 prevede espressamente la “Promozione della lettura a scuola”, individuando la lettura come  “momento qualificante del percorso didattico ed educativo degli studenti e quale strumento di base per l’esercizio del diritto all’istruzione e alla cultura nell’ambito della società della conoscenza”. Il traguardo segna l’inizio per una nuova “Gestione delle biblioteche scolastiche” di cui si occupa, nella definizione degli step, lo stesso ministero.

Un traguardo ambizioso a nove anni di distanza dalla Legge Levi sulla disciplina del prezzo dei libri

A distanza di quasi 9 anni dalla cosiddetta Legge Levi sulla disciplina del prezzo dei libri, L. 27 luglio 2011, n. 128, G.U. n. 181 del 5 agosto 2011, il 25 marzo scorso è entrata in vigore una nuova legge recante “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura” (L. 13 febbraio 2020, n. 15, GU n. 63 del 10 marzo 2020). Qui proponiamo una prima sintesi del testo di legge, dando in particolare rilievo ai vari riferimenti alle biblioteche e alla loro attività per la promozione della lettura.

Alcuni dati sulla lettura

Nell’Annuario statistico italiano 2018, l’ISTAT rende noto che “la popolazione di 6 anni e più che, nel 2017, si è dedicata alla lettura di libri (per motivi non strettamente scolastici o professionali) nell’arco dell’ultimi 12 mesi è pari al 41,0 per cento, un valore costante rispetto al 2016 (era pari al 40,5 per cento). Sono i giovani tra gli 11 e 19 anni ad avere le quote di lettori più elevate: il 55,9 per cento degli 11-14enni, il 54,4 per cento dei 15-17enni e il 53,9 per cento dei giovani di 18-19 anni. Contrariamente a quanto accade per i quotidiani, la quota di lettori di libri nel tempo libero diminuisce al crescere dell’età e le donne, in tutte le fasce di età, mostrano un interesse maggiore degli uomini per la lettura (il 47,1 per cento contro il 34,5 per cento dei maschi). Tra chi si dedica alla lettura, poco meno della metà (il 47,6 per cento) legge al massimo 3 libri nell’anno – in particolare i giovani – mentre solo il 13,4 per cento legge più di un libro al mese (lettori forti). Tra i lettori forti si distinguono gli adulti dai 55 anni in poi (la percentuale supera il 15%) e le donne (14,2 per cento contro il 12,2 per cento dei maschi) di tutte le età. La distanza tra Nord e Sud nell’abitudine alla lettura si amplifica quando si considerano i libri: si dichiarano lettori nel tempo libero il 28,3 e il 30,4 per cento dei residenti, rispettivamente, nel Sud e nelle Isole, mentre la quota sale a 44,5 per cento nel Centro, a 48,0 per cento nel Nord-ovest e a 49,0 per cento nel Nord-est. Il dato delle Isole è caratterizzato da un valore elevato di lettori in Sardegna (44,5 per cento) e basso in Sicilia (25,8 per cento). I libri vengono letti più frequentemente nei comuni centro delle aree metropolitane (49,1 per cento) e con una frequenza maggiore (il 14,9 per cento dei lettori residenti in città leggono 12 e più libri nell’anno). Nel 2017 mentre rimane stabile la quota di lettori di libri, tra chi legge, aumenta leggermente il peso dei lettori deboli (da 1 a 3 libri) rispetto ai lettori forti (12 libri e più).”

La relazione di accompagnamento specifica che “Dove c’è cultura, c’è più sviluppo dei territori e delle comunità che li rappresentano”

Le biblioteche sono infatti valorizzate sin dalla relazione d’accompagnamento al disegno di legge C.478, presentato in prima lettura alla Camera il 6 aprile 2019 (primo firmatario on. Flavia Piccoli Nardelli, relatore on. Alessandra Carbonaro), in questi termini: «Dove c’è cultura, c’è più sviluppo dei territori e delle comunità che li rappresentano. La conoscenza, l’apprendimento e la promozione di virtuose sinergie tra reti di scuole, biblioteche e luoghi della cultura possono essere un volàno per la crescita del nostro Paese, non solo economica, ma anche sociale e civile» (p. 2). Sempre la relazione evidenzia pure che la nuova legge punta, con particolare riferimento all’attuazione di patti locali per la lettura, «sulle biblioteche di pubblica lettura, che sono garanti delle pari opportunità di accesso alla conoscenza, all’istruzione, alla libertà di ricerca scientifica, e sulle biblioteche scolastiche», citando anche il Manifesto IFLA-UNESCO sulla biblioteca scolastica che ne pone in risalto la funzione di fornire «informazioni e idee fondamentali alla piena realizzazione di ciascun individuo nell’attuale società dell’informazione e conoscenza», nonché «la possibilità di acquisire le abilità necessarie per l’apprendimento lungo l’arco della vita, di sviluppare l’immaginazione», di «diventare cittadini responsabili».

La legge in pillole

Il provvedimento, che consta di 13 articoli, sin dal primo pone in rilievo il richiamo costituzionale alla rimozione degli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana e alla promozione della cultura e della ricerca (artt. 239 Cost.), individuando nella lettura un «mezzo per lo sviluppo della conoscenza, la diffusione della cultura, la promozione del progresso civile, sociale ed economico della Nazione, la formazione e il benessere dei cittadini» (c. 1) e sostenendo incentivi per la «produzione, la conservazione, la circolazione e la fruizione dei libri come strumenti preferenziali per l’accesso ai contenuti e per la loro diffusione, nonché per il miglioramento degli indicatori del benessere equo e sostenibile (BES)» (c. 2). L’articolo 2 prevede un “Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura”, adottato su base triennale dal Ministro per i beni e le attività culturali di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e finanziato da apposito Fondo gestito dal Centro per il libro e la lettura, che prende in considerazione un ampio ventaglio di possibili azioni che coinvolgono soggetti pubblici e privati in tutta la filiera del libro: dall’industria editoriale alle librerie, alle biblioteche, alle associazioni professionali del settore. Le biblioteche in particolare – citate anche in riferimento all’esigenza di incentivarne la frequentazione (c. 3.c) – sono considerate possibili veicoli di valorizzazione della lingua e letteratura italiana anche all’estero (c. 3.d) e luoghi in cui promuovere «la dimensione interculturale e plurilingue della lettura» (c. 3.g) nonché partner a livello territoriale di iniziative per stabilire «un circuito culturale integrato per la promozione della lettura» (c. 5.f).

L’adesione degli enti locali al Piano tramite «la stipulazione di Patti locali per la lettura intesi a coinvolgere le biblioteche e altri soggetti pubblici, in particolare le scuole…»

L’articolo 3 promuove l’adesione degli enti locali al Piano tramite «la stipulazione di Patti locali per la lettura intesi a coinvolgere le biblioteche e altri soggetti pubblici, in particolare le scuole, nonché soggetti privati operanti sul territorio» (c. 1) per aumentare il numero dei lettori abituali. L’articolo 4 disciplina le modalità di conferimento, da parte del Consiglio dei Ministri, del titolo annuale di “Capitale italiana del libro” ad una città valutata particolarmente attiva nella promozione della lettura. Pati che si sostanziano con la nascita di vere e proprie reti.

La promozione della lettura a scuola «come momento qualificante del percorso didattico ed educativo degli studenti

L’articolo 5, dedicato alla promozione della lettura a scuola «come momento qualificante del percorso didattico ed educativo degli studenti e quale strumento di base per l’esercizio del diritto all’istruzione e alla cultura nell’ambito della società della conoscenza», fa riferimento anche alle biblioteche, sia di pubblica lettura impegnate in collaborazioni sul territorio, sia scolastiche, per il cui personale si prevede una specifica formazione.

Misure per il contrasto della povertà educativa e culturale

L’articolo 6, “Misure per il contrasto della povertà educativa e culturale”, istituisce una «Carta della cultura», di importo pari a 100 euro, con cui lo Stato contribuisce all’acquisto di libri, anche digitali, da parte di chi appartiene a nuclei familiari economicamente svantaggiati. L’articolo 7 agevola la cessione gratuita di libri non commercializzati ad enti pubblici o ad enti privati che perseguano senza scopo di lucro finalità civiche e solidaristiche. L’articolo 8 dichiara l’intento di «contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura e, anche attraverso il contrasto di pratiche limitative della concorrenza, alla tutela del pluralismo dell’informazione e dell’offerta editoriale» (c. 1); con queste premesse modifica la c.d. Legge Levi citata in apertura, intervenendo sul tetto di sconto previsto rispetto al prezzo di copertina dei prodotti editoriali, che la legge del 2011 aveva fissato al 15%. Il tetto è ora elevato al 5% per tutti i canali di vendita (anche per corrispondenza e online), con l’eccezione del 15% per i libri di testo scolastici e le vendite fatte alle biblioteche «purché i libri siano destinati all’uso dell’istituzione» (c. 2). Un’altra eccezione è prevista «per un solo mese all’anno, per ciascun marchio editoriale», con tetto massimo di sconto al 20%, per titoli meno recenti di 6 mesi e nel rispetto di indicazioni da emanarsi con successivo decreto del MIBACT, sempre salva «la facoltà dei venditori al dettaglio […] di non aderire a tali campagne promozionali» (c. 3). Si dispone infine che la relazione alle Camere sugli effetti dell’applicazione della legge sia trasmessa in Parlamento non più dalla Presidenza del Consiglio, come prevedeva la L. 128/2011, ma direttamente dal Ministro dei beni culturali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con l’autorità di Governo competente in materia di informazione e di editoria.

I riferimenti normativi altri

Piano nazionale d’azione per la Promozione della Lettura nelle scuole – Legge n. 15 del 01/02/2020 Nota MI n. 16981 del 03-05-2022

Link alla pagina ufficiale del progetto https://www.istruzione.it/biblioteche-scolastiche-innovative/index.html

Legge per la promozione di interventi volti a favorire la lettura quale mezzo per lo sviluppo dell’individuo e a incentivare quindi la produzione, la conservazione, la circolazione e la fruizione dei libri. Legge n. 15 del 13/02/2020

La promozione della lettura a scuola

Promuovere la lettura a scuola rappresenta un’opportunità per costruire modelli didattici più flessibili e ideare spazi innovativi di apprendimento nelle scuole, tenendo conto dell’esigenza  di rilanciare il ruolo della biblioteca scolastica quale strumento di sostegno per le comunità educanti e di rimozione degli ostacoli all’apprendimento e alla formazione di cittadini autonomi, consapevoli e partecipi. Al fine di assicurare il massimo livello di competenza e di coordinamento degli interventi, il Ministero dell’Istruzione ha predisposto una specifica Cabina di Regia con il compito di proporre linee di azione in merito al tema della promozione della lettura a scuola e della valorizzazione delle biblioteche scolastiche.

Le priorità di intervento

A tale proposito, sono state definite le priorità di intervento e sono stati individuati specifici strumenti destinati a supportare le finalità del Piano nazionale. In particolare, sono state fissate le seguenti priorità:

  • formazione del personale scolastico interessato alla gestione delle biblioteche scolastiche e alla valorizzazione del patrimonio librario scolastico nell’ambito dei percorsi di apprendimento;
  • rilancio e strutturazione del monitoraggio nazionale;
  • coinvolgimento dei territori e delle realtà associative e istituzionali interessate ad interagire con il mondo della scuola;
  • individuazione delle risorse a sostegno del Piano nazionale

La Cabina di Regia e gli strumenti operativi

In base alle priorità fissate, la Cabina di Regia ha individuato i seguenti strumenti:

  • Elaborazione di un nuovo modello formativo
  • Analisi di sviluppo di una nuova piattaforma web per l’erogazione della formazione
  • Costruzione di un data-center delle biblioteche scolastiche in Italia
  • Condivisione di un calendario nazionale delle iniziative di promozione della lettura da parte del mondo della scuola
  • Creazione di una community delle realtà associative e istituzionali interessate a cooperare con le scuole, condividendo iniziative, laboratori e strumenti per la promozione della lettura e la valorizzazione della biblioteca scolastica
  • Continuità di risorse per sostenere e reti territoriali e incoraggiare la formazione di nuove
  • Crowdfunding per i progetti scolastici e partecipazione delle comunità territoriali.

Il Centro per il libro e la lettura

L’istituzione del Centro per il libro e la lettura quale Istituto del MIBAC dotato di autonomia speciale è stata prevista dall’art. 15, co. 3, lett. l), del D.P.R. 233/2007. L’art. 2, co. 1, del D.P.R. 91/2009 ha disposto che il Centro gode di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile e ha rimesso ad un regolamento emanato ai sensi dell’art. 17, co. 1, della L. 400/1988, la disciplina relativa alla sua organizzazione e al suo funzionamento. In base all’art. 1 del regolamento emanato con D.P.R. 34/2010, che ne disciplina l’organizzazione e il funzionamento, il Centro afferisce alla Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d’autore mentre, ai sensi dell’art. 2, il suo compito è quello di attuare politiche di diffusione del libro e della lettura in Italia, nonché di promozione del libro italiano, della cultura e degli autori italiani all’estero, collaborando con le amministrazioni pubbliche, le istituzioni territoriali e i soggetti privati che operano nella filiera del libro. Il Centro, tra l’altro, incentiva l’ideazione, la progettazione e la realizzazione di programmi editoriali tematici; promuove presso le scuole la diffusione della letteratura e della saggistica attinenti alle materie insegnate, attraverso programmi concordati con il MIUR; supporta le iniziative necessarie a potenziare l’attività delle biblioteche scolastiche, favorendone il raccordo sul territorio con le altre Istituzioni interessate alla promozione della lettura tra i più giovani; incentiva, anche attraverso iniziative promozionali, la diffusione del libro e la conoscenza delle biblioteche e dei relativi servizi; promuove e realizza, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, campagne informative attraverso televisione, radio, cinema, stampa quotidiana e periodica, internet, per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei prodotti editoriali e della lettura; promuove e realizza, in collaborazione con il Ministero degli affari esteri, politiche di diffusione del libro, della cultura e degli autori italiani all’estero; promuove e organizza manifestazioni ed eventi in Italia e all’estero e, in particolare, organizza ogni anno una campagna nazionale di promozione della lettura; implementa le politiche inerenti alla diffusione del libro e della lettura, anche attraverso l’incentivazione all’apertura di nuove librerie e biblioteche di pubblica lettura, con particolare attenzione alle zone che ne risultino sprovviste. In base all’art. 4 del regolamento, sono organi del Centro il presidente, il consiglio di amministrazione, il consiglio scientifico, l’osservatorio del libro e della lettura, il collegio dei revisori dei conti. La natura dell’Istituto dotato di autonomia speciale è stata confermata dall’art. 30, co. 2, del D.P.C.M. 171/2014, poi sostituito dall’art. 29, co. 2, del D.P.C.M. 76/2019.

Normativa di riferimento

Non esiste, in Italia, un quadro legislativo organico relativo all’organizzazione eal funzionamento delle biblioteche scolastiche. Nonostante ciò, la documentazione dichiara già nel 1859 con la Legge Casati quanto esse siano necessarie perla prassi educativa, e nel tempo vari DPR e circolari hanno tentato di sostenere la loro esistenza. La C.M. n. 1 136 del 5 aprile 1949 sostiene l’importanza di relazioni programmate, sistematiche ed efficaci con la biblioteca scolastica per valorizzare le potenzialità formative. La C.M. n. 15 005 del 19 novem bre 1959 sottolinea la “necessità della biblioteca in ogni Istituto come dato essenziale dell’opera formativa affidata alla scuola” ed occorre assicurare che “ascoltare e leggere significa sommare due esperienze che non si sovrappongono, ma si integrano e si arricchiscono vicendevolmente”. La C.M. n. 112 del 11 aprile 1961 prosegue “l’educazione alla lettura deve essere accompagnata dall’arricchimento della biblioteca di classe (…) e dovrà essere aperta non solo agli alunni, ma anche ai cittadini”. Il concetto di scuola come sistema integrato, inserita nella rete territoriale circostante, ritorna nella Legge n. 512 del 5 agosto 1975, relativa all’edilizia scolastica. Gli edifici scolastici Dovranno caratterizzarsi come “struttura inserita in un contesto urbanistico e sociale che garantisca a tutti gli alunni di formarsi nelle migliori condizioni ambientali ed educative e, compatibilmente con la preminente attività didattica della scuola, consenta la fruizione dei servizi scolastici, educativi, culturali e sportivi da parte della comunità, secondo il concetto dell’educazione permanente”. Anche la biblioteca, quindi, si caratterizza come centro promotore di iniziative formative di cui anche la comunità circostante può usufruire. La Legge n. 517 del 4 agosto 1977 definisce uno spazio ed un ruolo nuovo per la biblioteca scolastica che si avvia a divenire anche centro di documentazione e di ricerca.
La Legge n. 426 del 6 ottobre 1988 con l’espressione “nuove figure professionali” disciplina espressamente per la prima volta alcune attività relative alla funzione docente nella scuola come “coordinatore dei servizi di biblioteca. Indicazioni per il curricolo perla scuola dell’Infanzia e perii primo ciclo dell’istruzione del settembre 2007: particolare importanza assume la biblioteca scolastica, da intendersi come luogo deputato alla lettura ma anche all’ascolto e alla scoperta di libri, che sostiene l’apprendimento autonomo e continuo”.

La biblioteca scolastica

Alleghiamo, all’articolo, il brillante progetto dell’istituto Comprensivo di Rogliano (Rogliano, Parenti, Marzi) diretto brillantemente dalla prof.ssa Antonella Bozzo. Progetto che puntualmente fa la declinazione degli step per la realizzazione di una biblioteca a scuola. 

Progetto-Biblioteca-Scolastica

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Leggi di più qui:
Progetto IOL Innovative Open Library e lItaliano Piano nazionale dazione per la promozione della lettura: scarica modello di progetto
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