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La situazione degli insegnanti supplenti sta emergendo come un problema critico, in particolare per i circa 15.000 docenti che, come Antonio Fiscarelli, affrontano gravi ritardi nei pagamenti. Come racconta il Corriere della Sera, Fiscarelli, insegnante di filosofia presso il liceo artistico Porta Romana a Firenze, è senza stipendio dal 28 settembre, una realtà difficile da accettare per lui e la sua famiglia.

Originario di Foggia, Fiscarelli ha scelto Firenze per maggiori opportunità lavorative. Dopo esperienze educative in Africa, Francia e altri paesi europei, ha deciso di tornare in Italia per insegnare. Questa decisione lo ha portato a lavorare in varie scuole con contratti a breve termine.

Il precariato, oltre a influenzare negativamente la continuità didattica per gli studenti, pone gravi sfide per gli insegnanti come Fiscarelli, costretti a iniziare da capo ogni volta. Nonostante un’esperienza professionale significativa, il ritardo nei pagamenti rende difficile la gestione della vita quotidiana. La moglie di Fiscarelli, farmacista a part-time, contribuisce al sostentamento della famiglia, ma le difficoltà rimangono.

La famiglia Fiscarelli risiede a Pontassieve, un’opzione più economica rispetto a Firenze. Nonostante ciò, la vita di pendolare e le spese quotidiane continuano a essere una lotta. Rinunciare a comodità come un’auto più grande è stata una decisione inevitabile.

Più dolorosa del ritardo nei pagamenti per Fiscarelli è la precarietà stessa. La sua petizione online “Salviamo la scuola dall’algoritmo e dal precariato – Democrazia, stabilità, dignità” evidenzia le difficoltà dei docenti precari sotto il sistema attuale di reclutamento. L’algoritmo, introdotto tre anni fa, ha causato controversie e ha messo in discussione la validità e l’equità del processo di selezione.

Il 24 dicembre, Fiscarelli ha protestato vestito da Babbo Natale in Piazza Duomo, esprimendo la difficile situazione dei precari della scuola. La sua famiglia rimane a Firenze per ora, ma il futuro è incerto. La sua passione per l’insegnamento rimane forte, nonostante le sfide.

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Stipendi docenti precari, la storia di Antonio: Non riesco a pagare laffitto, a scuola vado in treno, non posso permettermi la macchina
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