Beppe Grillo, fondatore del movimento 5 Stelle, ha proposto una radicale revisione del calendario, come riportato sul suo blog. La sua idea, che riprende concetti avanzati nel 1849 da Auguste Comte e successivamente da Moses B. Cotsworth nel 1902, prevede un cambiamento strutturale nella composizione dell’anno: l’introduzione di 13 mesi da 28 giorni ciascuno, con un giorno finale aggiuntivo da festeggiare.

Nel suo post, intitolato “Riformiamo il nostro tempo!”, Grillo critica il calendario gregoriano attuale, un sistema vecchio di oltre 400 anni, basato sul precedente calendario giuliano, risalente a 2000 anni fa. Secondo Grillo, siamo ancorati a un modello anacronistico e teocratico, non più adeguato alla società moderna.

Grillo richiama l’esperienza della Eastman Kodak Company, che sotto la guida dell’imprenditore George Eastman adottò questo sistema dal 1928 fino al 1989. Lui sostiene cinque vantaggi chiave di questo cambiamento: la semplificazione nella gestione del tempo e delle attività, la facilitazione nella pianificazione a livello locale, nazionale e globale, una gestione più agevole degli anni bisestili, benefici per le aziende nella rendicontazione finanziaria e nella gestione delle risorse, e l’armonizzazione delle festività, promuovendo l’unità globale contro ogni forma di discriminazione religiosa.

Tuttavia, la proposta di Grillo non tiene conto delle implicazioni legate all’eliminazione di feste storiche o religiose, potenzialmente influenzando la nostra percezione della storia e il rapporto con la memoria collettiva e individuale. Grillo, noto per la sua visione progressista e talvolta controversa, ignora questi aspetti, sostenendo che l’idea di un calendario di 13 mesi ha già ricevuto supporto da parte di organizzazioni internazionali, attivisti e intellettuali, nonostante la resistenza di ideologie ancorate al passato.

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Lultima idea di Beppe Grillo: Un calendario di 13 mesi. Così sarebbe più semplice pianificare e coordinare le attività
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