orizzontescuolait-–-dalla-puntualita-in-svizzera-ai-turni-in-brasile-passando-per-i-lavori-a-maglia-in-islanda-o-lorganizzazione-in-giappone.-cosi-si-va-a-scuola-nel-resto-del-mondo-redazione

Come si studia in alcuni paesi del mondo? Focus ha realizzato un approfondimento sullo specifico approccio all’istruzione nei diversi paesi del mondo, che riflettono la complessità e la varietà delle culture educative.

In Russia, il 1° settembre segna una celebrazione speciale nota come il “Giorno del Sapere”. Questo giorno, che cade all’inizio dell’autunno meteorologico, è segnato dalla tradizionale suonata della “Prima Campanella”. Questo suono simbolico segna l’inizio dell’anno accademico per gli studenti di tutte le età, introducendo un periodo di apprendimento e crescita. La conclusione dell’anno scolastico è poi indicata dalla “Ultima Campanella”, suonata il 25 maggio.

In Svizzera, l’orario scolastico è strutturato in modo da permettere ai bambini di trascorrere il tempo di mezzogiorno con le loro famiglie. Le lezioni si interrompono infatti dalle 12:00 alle 14:00. Per quei bambini i cui genitori sono occupati, le scuole offrono un servizio di pranzo chiamato “Mittagstisch”, garantendo così che tutti gli studenti abbiano l’opportunità di nutrirsi adeguatamente e riposarsi.

Il Brasile affronta la sfida di un grande numero di studenti rispetto alle strutture scolastiche disponibili organizzando le lezioni in turni. Le scuole iniziano alle 7:00 e terminano a mezzogiorno, permettendo ai bambini di pranzare in famiglia, un aspetto importante della cultura brasiliana.

L’Islanda, con il suo clima notoriamente freddo, ha integrato nel curriculum scolastico lezioni di knitting. Queste lezioni sono volte a insegnare agli studenti l’arte del lavoro a maglia, una competenza pratica che non solo è utile per mantenersi caldi, ma che rappresenta anche un importante aspetto del patrimonio culturale islandese.

In Giappone, gli studenti esercitano un elevato grado di autonomia, recandosi a scuola da soli fin dalla tenera età. Una caratteristica distintiva è il “randoseru”, uno zaino che viene tradizionalmente regalato ai bambini dai loro nonni quando iniziano la scuola. Il pranzo è anch’esso un affare organizzato, con i bambini che portano il loro pasto in un contenitore chiamato Bento.

L’Australia affronta la sfida dell’educazione in zone remote con soluzioni innovative. L’anno scolastico australiano va da gennaio a dicembre, con periodi di vacanza in ogni stagione. Per gli studenti che vivono in aree lontane dalle scuole, l’apprendimento online è diventato un’opzione essenziale, prendendo il posto del precedente programma radiofonico “School of the Air”, attivo fino al 2009.

In Canada, il bilinguismo è un aspetto fondamentale dell’educazione, con lezioni offerte sia in inglese che in francese. Questo permette agli studenti di scegliere la lingua in cui preferiscono studiare, promuovendo così una cultura educativa inclusiva e multilingue.

Nell’Olanda, i bambini iniziano la scuola poco dopo il loro quarto compleanno e le classi vedono l’arrivo di nuovi studenti durante tutto l’anno. Tale continuo afflusso di nuovi compagni offre molteplici opportunità per socializzare e stringere nuove amicizie.

La Finlandia adotta un approccio all’educazione focalizzato sul benessere degli studenti. Non vengono assegnati voti o giudizi fino alla terza elementare e non si svolgono compiti in classe o verifiche fino ai dodici anni di età. L’obiettivo è quello di creare un ambiente di apprendimento meno stressante, dove l’attenzione è rivolta al sostegno piuttosto che alla punizione.

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Dalla puntualità in Svizzera ai turni in Brasile passando per i lavori a maglia in Islanda o lorganizzazione in Giappone. Così si va a scuola nel resto del mondo
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