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In questi giorni non si è parlato praticamente di altro: Chiara Ferragni, influencer e imprenditrice digitale, è stata multata dall’Antitrust per “pratica commerciale scorretta” relativa alla vendita dei suoi pandori brandizzati, il cui ricavato, almeno questo è quello che è stato comunicato, sarebbe dovuto andare in beneficienza.

Ci siamo soffermati molto sul modello educativo fornito dalla Ferragni, che in un video di scuse ha parlato di “errori di comunicazione” ed ha annunciato di aver intenzione di donare un milione di euro in beneficienza, come se gli errori potessero essere cancellati con i soldi.

Lo studio è sempre necessario

Una docente, Elvira Fisichella, si è concentrata su un altro aspetto interessante. Fare l’influencer ed evitare di proseguire gli studi può essere davvero un obiettivo da raggiungere? Secondo l’insegnante il caso Ferragni dimostra che si tratta di un mestiere “effimero”, fondato su basi fragili, che non sono certamente quelle che può fornire una solida preparazione culturale.

Ecco le sue parole, pubblicate su Voce della Scuola: “Se c’è qualcosa di buono nella vicenda beneficenza/Ferragni è la conferma della caducità della professione di influencer”, ha esordito.

Ecco il suo pensiero: “Per noi che facciamo scuola, ancor più della cronaca è il messaggio che questo episodio ci sprona a diffondere fra i giovanissimi, che troppo spesso ripetono quanto sia inutile studiare questa o quella materia in base a cosa gli servirà realmente nella vita, considerato che molti hanno come modello proprio persone come Chiara Ferragni o qualche TikToker altrettanto famoso. Non c’è docente, specialmente alle superiori, che non si sia imbattuto in affermazioni come: ‘che studiamo a fare se poi basta andare su TikTok per fare soldi?‘. La vicenda di questi giorni fornisce un nuovo tassello importante su cui fare leva, che riguarda finanche i pochissimi ‘fortunati’ che riescono ad arricchirsi creando contenuti sui social, con particolare riguardo proprio alla durata del loro successo che, così come avviene per un cantante o per un attore, può cambiare o addirittura finire in un momento”.

“La Ferragni va ringraziata proprio da chi deve educare le nuove generazioni, perché ci ha fornito un chiaro esempio di fragilità umana, a cui solo studio, cultura e valori sani possono fare da paracadute”, ha concluso la Fisichella.

Quanti giovani vogliono fare gli influencer?

Il mestiere di influencer e YouTuber è ambitissimo: sono tantissimi i giovani che hanno questo come aspirazione. Lo stesso docente e scrittore Enrico Galiano, sulla sua pagina Facebook, ha raccontato ironicamente la sua esperienza: “Avete presente quando si sentono quegli esperti superesperti espertissimi, quelli che sanno sempre loro come si educano i figli e vi fanno sentire un po’ sfighini perché voi invece non sapete che pesci pigliare e vi sembra sempre di sbagliare tutto? Ci penso io a risollevarvi il morale. Stamattina, ore nove, mia figlia mi ha comunicato di aver finalmente deciso cosa fare da grande:- E che cosa, tesoro?- Voglio fare L’INFLUENCER! Vi sentite un po’ meglio, adesso?”.

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Pandoro Ferragni, una docente: Ecco cosa dire quando ci chiedono perché studiare se basta fare gli influencer per fare soldi
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