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In un’intervista a La Repubblica, la scrittrice Dacia Maraini ha messo in luce una questione cruciale del nostro tempo: il declino culturale e sentimentale che pervade l’era contemporanea. Il degrado, evidenziato dal tragico caso di stupro di gruppo a Palermo e Caivano, ha portato all’attenzione pubblica l’urgente necessità di riformare l’educazione sentimentale nella società.

Maraini identifica una preoccupante tendenza tra i giovani di rivolgersi alla pornografia come principale mezzo di apprendimento sulla sessualità. Il fenomeno, pericoloso e distorto, è il risultato dell’assenza di una vera educazione sentimentale. La scrittrice sottolinea come tale vuoto lasciato da scuole e famiglie contribuisca a una comprensione inadeguata e spesso pericolosa della sessualità tra i giovani.

È imperativo che le istituzioni educative e le famiglie prendano una posizione forte per colmare questa lacuna. Maraini insiste sulla necessità di educare i giovani al rispetto, sottolineando che conversazioni cruciali sulla sessualità sono spesso evitate, lasciando i giovani senza una guida appropriata.

Un altro fattore che complica ulteriormente il panorama è l’influenza dei social media. Maraini critica il loro ruolo nella commercializzazione della pornografia, che distorce ulteriormente la percezione della sessualità tra i giovani. Tale approccio superficiale e spesso irresponsabile esacerba il problema, aumentando la confusione e la mancanza di rispetto reciproco.

La scrittrice richiama anche l’attenzione sulle dinamiche storiche del potere e della violenza, come la nozione dell’“uomo cacciatore”, che continuano a manifestarsi in modi distruttivi. Esempi storici, come quello di Artemisia Gentileschi, dimostrano la persistenza di queste problematiche nel tempo.

La soluzione proposta da Maraini è chiara: un cambiamento deve iniziare con l’educazione. Fin dalla tenera età, è fondamentale insegnare ai bambini il rispetto e la comprensione che le persone non sono oggetti da possedere. Solo attraverso un’effettiva educazione sentimentale possiamo sperare di invertire questa tendenza preoccupante e proteggere le generazioni future da violenze simili a quella di Palermo.

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Maraini: “I docenti insegnino ai bambini il rispetto e la comprensione. Le persone non sono oggetti da possedere”
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