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Superbonus e Sal straordinario, si riapre il dossier. Non tutto è perduto per il salvagente tecnico del Superbonus messo a punto dal relatore alla legge di bilancio 2024 Guido Liris( FdI) e fatto proprio dalle forze di maggioranza per trovare una exit strategy ai cantieri (sono ancora interessati agli interventi 446.878 edifici, si veda altro articolo in pagina) e ai lavori che non potranno essere chiusi al 31 dicembre 2023.

Niente prorga, ma…

Nessuna proroga ma uno spiraglio per coloro che presenteranno un Sal straordinario entro il 31 dicembre 2023 cristallizzando la percentuale residuale che dovesse essere completata i primi giorni del 2024 mantenendo la percentuale del 110%. Ed è questo lo scoglio ora da superare. Secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, sono in corso interlocuzioni tra governo, ragioneria e i relatori alla manovra per trovare un compromesso e magari con un’accelerazione inserirlo già in legge di bilancio. Le resistenze al momento sono quelle dei tecnici che non vorrebbero trascinare nei conti del 2024 nessun residuo 110%. Però ieri il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo a un evento di Atreju, ha riacceso le speranze sul nodo Superbonus riconoscendo che: «Sulla proroga del superbonus, per quanto riguarda in particolare sullo stato di avanzamento dei lavori (Sal), ovviamente ci sono degli aspetti da considerare sull’economia ma anche sui conti pubblici. Vediamo, stiamo monitorando».

Una centrale nucleare, radioattiva

Giorgetti non ha mancato l’occasione di rimarcare la sua idiosincrasia per la misura definendola stavolta: «una specie di centrale nucleare, come Chernobyl: gli abbiamo messo sopra un sacco di sabbia, ma continua a emanare radioattività. Non ho mai cambiato idea sul Superbonus», ha aggiunto, «già nel 2021 l’ho paragonato alla morfina di stato. Perché quando fai un’operazione hai dei dolori pazzeschi e giustamente quando esci dalla sala operatoria e ti danno morfina a tutto spiano così non senti niente. Poi vaneggi e poi succede che l’anestetista giorno per giorno deve ridurre l’ammontare della morfina, ma normalmente il paziente ne vuole ancora. E così è andata col Superbonus. Dopo qualche mese», ha proseguito Giorgetti, «siamo già arrivati a un conto da 94 miliardi di euro da pagare ed entro la fine dell’anno credo che sfonderemo quota 100 miliardi». A questo attacco ha replicato Emiliano Fenu (M5S) in una nota evidenziando che secondo i dati del rapporto energetico Enea (si veda ItaliaOggi del 15/12/23) il Superbonus ha generato risparmi nella bolletta energetica italiana fino a 3 mld di euro.

L’emendamento Liris sul Sal straordinario

La disposizione opera su un doppio binario, da un lato prevedere, in via eccezionale per il solo 2023, l’emissione di un SAL “straordinario” entro il 31 dicembre 2023 per tutti i lavori eseguiti entro tale data, consentendo per questi l’esercizio delle opzioni per la cessione del credito e per lo sconto in fattura anche laddove, alla stessa data, non sia stata ancora raggiunta la percentuale prevista per i singoli SAL dall’articolo 121 comma 1-bis, del DL 34/2020 (30%, 30% e 40%). Il secondo fronte è quello di considerare il SAL straordinario emesso entro il 31 dicembre 2023, qualora la fattura sia trasmessa al SdI entro i 12 giorni successivi all’effettuazione dell’operazione, ai sensi dell’art.21, co. 4, DPR 633/1972, e comunque entro e non oltre il 12 gennaio 2024 per le fatture con data 31 dicembre 2023. Nella relazione di accompagnamento si valuta la scelta per ridurre le conseguenze estremamente negative determinate da una chiusura non ordinata del Superbonus 110%, e con l’obiettivo di ridurne l’impatto, considerato come “devastante per circa 30.000 cantieri e più di 200.000 famiglie”, la proposta, spiegano i relatori nell’emendamento “intende garantire, in via straordinaria per il 2023, solo per gli interventi condominiali o su “mini condomini in monoproprietà” già avviati al 17 febbraio 2023, l’esercizio delle opzioni per la cessione del credito e lo sconto in fattura per tutti i lavori realizzati entro il 31 dicembre 2023, certificati da un SAL “straordinario” da emettere necessariamente entro tale data, anche laddove, sempre alla medesima data, non sia stata ancora raggiunta la percentuale prevista per i singoli SAL dall’articolo 121 comma 1-bis, del dl 34/2020 (30%, 30% e 40%)”.

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